lunedì 30 luglio 2007

Master Universitario in Commercializzazione e Logistica dei Prodotti Agroalimentari

Parte, presso l'Università di Parma, la 7a edizione del Master Universitario in Commercializzaone e Logistica dei Prodotti Alimentari. Il Master, della durata complessiva di 12 mesi (8 di formazione in aula e 4 di stage), permette di acquisire conoscenze in ambito logistico e commerciale e forma figure professionali che possano assumere ruoli nell’ambito del marketing e supply chain management, nelle aziende di produzione alimentare e agroalimentare, nella grande distribuzione e nei servizi logistici. L’attività didattica in aula, a frequenza obbligatoria, è svolta da docenti universitari e docenti aziendali, seminari di approfondimento, visite aziendali, lavori di gruppo e partecipazione a fiere e convegni del settore agroalimentare. I rapporti con Università di altri paesi europei assicurano, tra l'altro, al Master CLAA una dimensione internazionale ed offrono agli iscritti la possibilità di seguire lezioni tenute da docenti e testimoni d'impresa provenienti da questi paesi e l'opportunità di svolgere anche periodi di tirocinio all'estero.
Potranno partecipare alle selezioni studenti in possesso di laurea triennale o quinquennale in Economia, Agraria, Scienze Politiche, Medicina Veterinaria, Ingegneria, Giurisprudenza o altri Corsi di Laurea equipollenti.
La tassa di partecipazione a carico degli iscritti ammonta a€ 5.529,24 (importo comprensivo di € 29,24 per bolli virtuali). Ogni partecipante al programma riceverà tutto il materiale didattico utilizzato in aula e consigliato dai docenti; potrà inoltre disporre dei personal computer della Facoltà di Economia.
Per i 5 (cinque) candidati che abbiano ottenuto il punteggio più alto nelle prove di selezione la tassa di partecipazione al corso è ridotta a € 3.029,24 grazie al contributo finanziario per il funzionamento del Corso erogato dalla CCIAA di Parma (4 borse) e da Certiquality (1 borsa). Se perverranno altri contributi a titolo di borsa di studio, verranno erogati ai candidati che seguono nell’ordine i primi 5 o secondo i diversi criteri fissati dal donante, di cui verrà data pubblica informazione sul sito del Master.Gli ammessi al Master hanno inoltre la possibilità di finanziare la quota di iscrizione utilizzando “voucher individuali” concessi da Enti e Regioni.
Coloro che non avranno provveduto, ad effettuare la propria immatricolazione entro il giorno 8 novembre 2007 saranno considerati rinunciatari a tutti gli effetti; in presenza di ammessi rinunciatari, i successivi idonei in graduatoria, su invito del Servizio Master e Formazione Permanente, potranno presentare domanda di immatricolazione entro il termine ultimo del 15 novembre 2007.In caso di spedizione della documentazione per l’immatricolazione tramite posta, non farà fede il timbro a data dell’Ufficio Postale accettante.
Per informazioni:
Segreteria CLAA Dipartimento di Economia, Sezione di Economia Agroalimentare, Via Kennedy, 6, 43100 PARMA. Telefono: 0521-032414, mail: tutor@masterclaa.it
Fonte: http://www.lombardia-pmi.it/

Progetto STARS: un ponte con l'Area Balcanica

Parte il progetto comunitario ST.A.R.S. (Structural Actions to Relate Sme's)
E' promosso da Abruzzo Sviluppo Spa con il sostegno della Regione Abruzzo, Assessorato alle Attività produttive, in collaborazione con la Camera di Commercio e la Provincia di Chieti, la CNA Abruzzo, la Confindustria Abruzzo, il FAI - Azienda Speciale Formazione e Assistenza alle Imprese di Campobasso, l'Unioncamere Puglia, la città di Mostar in Bosnia e il CEPOS - Centro per l'imprenditorialità di Spalato in Croazia. Scopo del progetto è sostenere lo sviluppo socio-economico e la cooperazione tra i Paesi dell'area adriatica, favorendo lo sviluppo di processi di internazionalizzazione delle PMI attraverso la realizzazione di stabili rapporti economici tra le piccole e medie imprese adriatiche italiane e le aziende dell'area balcanica. Nello specifico, il progetto intende creare e promuovere un modello avanzato di servizi all'internazionalizzazione che sia in grado di garantire una consulenza completa che accompagni e guidi la piccola e media impresa adriatica a risolvere tutti i problemi di ordine pratico che necessariamente devono essere affrontati e risolti nella fase di definizione e di attuazione di una strategia di internazionalizzazione (analisi di mercato, individuazione di partners affidabili, stipula contratti internazionali, adeguamento alle normative nazionali, ecc). Tali problematiche, infatti, possono rappresentare degli ostacoli insormontabili e scoraggiare le imprese ad effettuare una scelta strategica di penetrazione nei mercati esteri (sopratutto se localizzati al di fuori dell'area comunitaria), per il fatto che la loro risoluzione può essere troppo gravosa in termini di tempi e risorse economiche richieste. Il progetto, del valore totale di 702.500 euro, si concluderà il 30 giugno 2008 ed è rivolto prioritariamente alle PMI del settore secondario. I servizi saranno finalizzati sia a sostenere la domanda di quei soggetti che, seppur orientati a mercati esteri, operano a livello pionieristico e comunque attraverso canali non ancora consolidati o troppo frammentati, sia a stimolare nuova domanda fornendo strumenti affidabili di analisi interna d'azienda ed esterna di mercato. A tal proposito, si fornisce qualche numero forse ancor più esplicativo delle ambizioni del progetto: 45 check up in area italiana e 20 in area balcanica, 30 piani di miglioramento organizzativo, assistenza a 15 piani di internazionalizzazione, 2 studi di fattibilità per la creazione di Consorzi export. L'assessore alle Attività Produttive, Valentina Bianchi, ritenendo l'iniziativa coerente e funzionale alle strategie di sviluppo regionale ha così commentato: "L'evoluzione della congiuntura economica internazionale offre delle opportunità importanti al nostro sistema economico. Già oggi l'export è un punto trainante della ritrovata crescita economica della Regione e rappresenta una potenzialità strategica per uno sviluppo duraturo. Questo progetto, consolidando le relazioni con i sistemi economici dei Paesi dell'area adriatica, enfatizza il ruolo nevralgico che l'Abruzzo e l'area adriatica avranno nel mediterraneo. Inoltre, da sottolineare il ruolo delle imprese: non solo destinatarie dell'azione di promozione ma vere protagoniste".

martedì 24 luglio 2007

Crescono scambi commerciali Italia - Russia

Russia, nuovo eldorado per le imprese italiane.
Interscambi cresciuti del 25% nell´ultimo anno. Siamo al secondo posto fra i partner commerciali vicinissimi alla Germania. Un vento favorevole ai prodotti del made in Italy e agli investimenti. Un mercato complesso da studiare
di ADRIANO BONAFEDE

Un mercato immenso e molto ben disposto nei confronti delle imprese italiane, tanto da poter essere definito un vero e proprio eldorado, almeno in prospettiva. Ma anche un puzzle molto complesso, dove per entrare bisogna prima imparare le regole del gioco e saper attendere alla finestra prima di guadagnare. Sono queste le caratteristiche peculiari del mercato russo, nuova terra promessa per il sistema produttivo italiano alla ricerca di diversificazione e di nuovi mercati di sbocco. Gli ultimi dati sull´export italiano verso i paesi dell´Est europeo fotografano questo nuovo interesse da parte delle imprese italiane: nel 2005 il peso delle esportazioni in questa area era dell´11 per cento del totale. Nel 2006 è balzato al 15 per cento. Ma Est europeo ha significato soprattutto, finora, paesi come Romania, Ungheria, Polonia, Croazia, che hanno una grandezza tutto sommato limitata.«Ma la Russia è diversa - dice Stephan Dertnig, senior partner e managing director di Bgc-The Boston Consulting Group, una delle principali società di consulenza del mondo che ha in questo paese un ufficio a Mosca fin dal 1994 - Stiamo parlando del paese più esteso al mondo, che ha ben nove fusi orari dall´estremo oriente all´estremo occidente, e 145 milioni di abitanti, concentrati solo in parte in tredici città da oltre un milione di persone». Un esempio delle difficoltà: date le distanze e le condizioni meteorologiche avverse, è veramente complicato trasportare merci da una parte all´altra, non sempre si possono usare autocarri, ma bisogna giocoforza utilizzare la ferrovia. «Organizzare un´impresa in queste condizioni ambientali - dice Dertnig, che ha realizzato una vera e propria radiografia del sistema produttivo russo - è davvero prova di abilità. E qui, infatti, secondo noi ci sono tra i migliori imprenditori al mondo, e sono in media giovani tra i 28 e 35 anni, contro una media di 55-60 dei paesi occidentali». Se queste sono le condizioni geografiche e climatiche non stupisce che molte imprese italiane, soprattutto quelle piccole e medie, preferiscano cercare di vendere direttamente i loro prodotti piuttosto che venire a produrre qui con un partner russo. E gli effetti si vedono: «Gli interscambi tra Italia e Russia, - dice Oleg Shchegolev, numero due della Camera di commercio italo-russa - sono aumentati nell´ultimo anno del 25 per cento, ora sono arrivati a 31 miliardi contro i 35 della Germania che è prima, ma è anche il paese più vicino e più comodo». «Ma, visto il favore di cui godono gli imprenditori italiani - dice Antonio Piccoli, della Pavan (grandi impianti per l´industria alimentare), uno dei primi gruppi italiani presenti in Russia - nessuno si meraviglierebbe che l´Italia possa a breve diventare la prima». Nonostante il successo delle nostre merci - mobili, moda, alimentare, tutto ciò che in qualche modo è collegato al made in Italy - il problema più grande che devono fronteggiare le nostre imprese è quello della vastità del territorio: «Le Pmi italiane - dice Shchegolev - devono coalizzarsi e aprire un ufficio insieme a Mosca». E devono avere la modestia di imparare: «Le imprese straniere - sostiene Yuri V. Tverskoy, presidente della International Moscow Bank, acquisita di recente da Unicredit - devono avere l´umiltà di studiare il mercato locale. E per entrare nel mercato russo devi avere sia le conoscenze che una ‘mente´ in grado di pensare in grande. Per questo le imprese italiane trovano più facile investire in paesi come la Romania e altre nazioni dell´Est europeo». Ma se l´interscambio Italia-Russia va bene, nondimeno soltanto alle imprese che verranno a produrre in Russia si apriranno veramente le porte di questo immenso paese. Come del resto hanno fatto aziende come Indesit, che è presente fin dagli anni Novanta e che ha oggi due stabilimenti a Lipetzk, uno dei distretti industriali più attivi della Russia; recentemente Indesit acquisito un´impresa locale, la Stinol. O aziende come Marazzi, presente nel distretto della ceramica vicino a Mosca. Per poter operare in una realtà come quella russa, le piccole e medie imprese italiane hanno bisogno di supporti. A Mosca, oltre alla Camera di commercio, si possono trovare le strutture dell´Ice e, da poco, anche quelle della Sace (la quale ha oggi a disposizione 14 miliardi per favorire gli scambi garantiti direttamente dal Governo italiano). Inoltre, sono presenti nella capitale russa, fra le banche italiane, sia Unicredit che Banca Intesa.

venerdì 20 luglio 2007

Lombardia: nuovo bando per la partecipazione a fiere e missioni all'estero. Finanziamenti alle imprese


Le Camere di Commercio lombarde e la Regione Lombardia hanno stanziato circa 11 milioni di euro, per favorire la partecipazione a iniziative all’estero delle piccole medie imprese della regione.
Circa 6.500.000 euro saranno stanziati per favorire la partecipazione a quelle fiere all’estero che avranno i seguenti requisiti:- fiere estere in collettiva regionale organizzate esclusivamente dalle Camere di commercio lombarde con almeno 10 imprese lombarde partecipanti;- fiere estere di imprese singole, senza limiti minimi di partecipanti, organizzate dalle Camere di commercio o da Associazioni o Consorzi Export.I fondi dovranno essere destinati prevalentemente all’acquisto di stand e all’organizzazione di eventi e iniziative di promozione.
Circa 4.500.000 euro saranno invece stanziati per le missioni all’estero organizzate dalle Camere di commercio lombarde o da Associazioni o Consorzi export, con almeno 5 partecipanti. I finanziamenti serviranno per assistere le imprese nella fase di raccolta delle informazioni sul Paese prescelto e nell’analisi e scelta di partner locali.
Dal 18 giugno 2007 è possibile presentare le domande di partecipazione, accettate fino ad esaurimento dei fondi.Per la presentazione del modulo di partecipazione online, ved. i seguenti siti internet: http://www.lombardiapoint.it/, http://www.unioncamerelombardia.it/, http://www.regione.lombardia.it/, http://www.mn.camcom.it/.

Da luglio resi gratuiti tutti i servizi on-line dell'ICE


Con una decisione a tutto vantaggio delle imprese, da luglio i servizi on-line dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero diventeranno gratuiti.
La scelta di consentire l’accesso gratuito dal sito http://www.ice.gov.it/ ad informazioni operative, dati statistici nonché specifici studi settoriali dei singoli Paesi esteri è motivata dalla volontà dell’ICE di agevolare gli imprenditori italiani impegnati nel difficile processo di internazionalizzazione delle loro aziende, proprio a partire dal reperimento dei dati. Un percorso che non può prescindere da studi e analisi che ora possono essere consultati gratuitamente.

Molti i servizi a disposizione delle imprese sul portale dell’ICE: le Guide al Mercato, che analizzano i diversi Paesi fornendo informazioni sul quadro economico generale, sul rischio Paese, sull’interscambio commerciale e sui flussi di investimento, sulla normativa doganale, fiscale e societaria e approfondiscono le opportunità per il Made in Italy, con l’indicazione dei settori più promettenti; le Opportunità Commerciali per trovare informazioni sul profilo dell’azienda estera ideale per operazioni di partnership; le Gare Internazionali, attraverso le quali è possibile reperire notizie sui bandi di gara e conoscere i riferimenti per la richiesta del capitolato d’appalto e la presentazione delle offerte.

Sul sito http://www.ice.gov.it/ saranno anche accessibili a titolo gratuito informazioni sui Finanziamenti Internazionali, ovvero le segnalazioni sui progetti di sviluppo e di assistenza tecnica finanziati dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali, quali Banca Mondiale, Banca Africana, Banca Asiatica, BERS, Banca Europea degli Investimenti e Unione europea. Strategica anche la sezione Anteprima Grandi Progetti, che fornisce anticipazioni sui piani di privatizzazione, sui finanziamenti e la realizzazione di grandi opere dei singoli Paesi. Per ogni informazione viene riportata la fonte e il contatto cui rivolgersi per ulteriori approfondimenti.

Non meno importante la sezione riguardante i dati statistici sull’interscambio commerciale che consente l’accesso a tavole statistiche di fonte ISTAT, EUROSTAT, ONU e degli Istituti Nazionali di Statistica dei singoli Paesi esteri. Un ventaglio di informazioni a 360 gradi a disposizione dell’imprenditore interessato ad esplorare nuove rotte commerciali.

lunedì 16 luglio 2007

Moldavia: opportunità per gli investimenti nel settore agro-alimentare

Aziende italiane cercano nuove opportunità in Moldavia

Nel mondo imprenditoriale italiano suscita interesse un Paese, la Moldova, che, nonostante le ridotte dimensioni economiche, offre interessanti opportunità di collaborazione industriale, in particolare nel settore dell'agroindustria.
La Repubblica Moldova ha infatti una spiccata vocazione agro-industriale, con oltre la metà del territorio occupato da terreni agricoli, condizioni naturali favorevoli allo sviluppo del settore e più del 43% della popolazione attiva operante nella filiera agro-industriale. Il comparto, che contribuisce alla formazione del PIL per oltre il 20% e rappresenta il 50% del totale delle esportazioni nazionali, è tra le aree di intervento prioritarie e strategiche del Governo moldovo. Le aziende che vi operano costituiscono il nucleo dell'economia del Paese.
In questo scenario, i settori più promettenti sono la viti-vinicoltura e l'orto-frutticoltura. Il 2,3%, pari a 166 mila ettari, di tutte le piantagioni di vitigni del mondo si trova in Moldova. Il volume delle esportazioni, destinate per la maggior parte ai paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), ma negli ultimi anni, anche grazie ad un miglioramento della qualità, in espansione verso occidente (Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna ed Europa dell'Est) aumenta ogni anno del 15%.
Buon produttore di tabacco, barbabietole e girasole, il Paese presenta ottime opportunità nel settore ortofrutticolo, il cui sviluppo è altamente condizionato dalla necessità di investimenti sia nella produzione che nello stoccaggio, trasformazione ed imballaggio. L'attuale situazione nel settore zootecnico, dominato dall'allevamento di suini, ovini e pollame, è fortemente influenzato dalla predominanza di aziende private individuali, che controllano l'89% della produzione di carne, il 96% del latte ed il 63% delle uova.
L'orientamento agrario dell'economia moldova si riflette nella posizione dominante dell'industria alimentare, articolata in 15 settori, tra i quali i più importanti sono le produzioni di vino, olio, conserve, latte e derivati, zucchero, pane e prodotti da forno, carne. La dinamica di crescita registrata negli ultimi anni (media oscillante fra il 6 e il 7% annuo) ha inoltre favorito la presenza sul mercato di investitori esteri, che hanno individuato nella Repubblica di Moldova una destinazione interessante per le proprie attività, nonostante l'esistenza di alcuni ostacoli ancora non rimossi dalla legislazione locale.
La Moldova presenta quindi valide opportunità di affari per le aziende italiane operanti nella filiera agro-alimentare, considerati anche i vantaggi comparati che può offrire nella delocalizzazione produttiva: basso costo dei fattori di produzione (terra e manodopera relativamente qualificata), legislazione favorevole all'attrazione degli investimenti e mercato emergente con proiezione verso i Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti.
L'Italia rappresenta il secondo partner commerciale della Moldavia (dopo la Russia) con un volume di esportazioni che nel 2006 ha superato i 150 milioni di euro, con una variazione percentuale del 24,85% rispetto al 2005. In linea con le esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane, l'Ice ha annunciato di voler aprire a breve una nuova sede a Chisinau.

lunedì 2 luglio 2007

Seminari sul business in Russia

Il Centro Estero Veneto, in collaborazione con Agfol, propone, ai responsabili e agli addetti export delle Pmi venete, tre moduli formativi gratuiti sul tema "Come fare affari in Russia" che si svolgeranno il 2, 9, 16 e 23 ottobre 2007. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Fse Global market approach.Ogni modulo (di 30 ore) vede la partecipazione di un team di professionisti del marketing che presenteranno i Paesi e le relazioni economiche con l’Italia sotto il profilo:- socio-storico-culturale;- legale;- doganale;- finanziario;- dei trasporti e pagamenti internazionali.
Per informazioni:Centro Estero VenetoBarbara CecconatoTel. 041 2526211Fax 041 2526210e-mail: marketing@centroesteroveneto.com

Business Focus sulla regione di Rostov, Russia

Il 12 luglio a Milano Promos, in collaborazione con la Camera di Commercio e Industria della Regione di Rostov, organizza un incontro di presentazione della regione, tra le più industrializzate della Russia occidentale, e delle opportunità di business per le imprese italiane.
Nel corso del business focus, che si svolgerà a Palazzo Affari (piazza Mercanti, 2) dalle ore 9.30 alle 12.20, verranno in particolare approfondite:

le nuove zone industriali
la situazione economica e i trend di sviluppo
le relazioni con l'Italia
le possibilità di investimento
la disciplina giuridica degli investimenti
le opportunità di localizzazione e insediamento.
Dalle 13 alle 17 è possibile incontrare i relatori.

Programma
Scheda di adesione
Informazioni: Promos Margherita Raimondi
Tel. 02 8515 5270 Fax 02 8515 5227
mail

Fonte: www.mglobale.it