mercoledì 31 ottobre 2007

Rating dell'attrattvità degli investimenti nelle regioni russe

Secondo una ricerca svolta dall’agenzia di rating “Export RA”, su dati KPMG Consulting, nell’arco del 2006 la maggior parte delle regioni della Russia ha completato la realizzazione del proprio potenziale di crescita estensiva, entrando in una fase più matura dello sviluppo economico. Nella fascia delle regioni ad “Alto potenziale – moderato rischio”, ove mantengono le proprie posizioni Mosca, San Pietroburgo, la Regione di Mosca, la Regione Sverdlovskaja e il Distretto di Hanty-Mansi, è ora entrata la Regione di Krasnodar, grazie ad una sostenuta e costante crescita del potenziale del settore turistico. Nonostante un aumento della mobilità delle regioni nelle posizioni del rating, il potenziale maggiore rimane concentrato in pochi soggetti della Federazione, nessuno dei quali è comunque riuscito ad ottenere la valutazione ”A” che corrisponde al rischio minimo.
Visionare la tabella allegata per consultare l'indice.
Redazionale, da materiale http://www.raexpert.ru/

STEPS FROM TUSCANY: LE SCARPE TOSCANE A MOSCA

All’Art Angar un grande spettacolo dedicato alla moda made in Tuscany. Un mix di qualità, cultura e moda a sostegno del comparto toscano. FIRENZE - La storia della tradizione calzaturiera made in Tuscany protagonista a Mosca con lo spettacolo “Steps From Tuscany”, organizzato presso l’Art Angar della capitale russa. A metà strada tra fashion e teatro, “Steps From Tuscany” propone al pubblico moscovita una favola moderna e visionaria, che ripercorre la storia della scarpa toscana con humour e leggerezza, passando dalla danza al circo poetico.
In scena, 20 prodotti made in Tuscany (tra calzature e borse) e nove artisti diretti dal coreografo di fama internazionale Giorgio Rossi che, nella sua carriera, ha collaborato con personaggi di valore mondiale quali Terry Gillian, Lindsay Kemp, Andrea Pazienza, Bernardo Bertolucci, Jon Balke, Stefano Benni, Paolo Damiani, Paola Turci, Lucia Poli, Paolo Fresu.
Organizza Toscana Promozione – l’Agenzia di promozione economica della Toscana – con la collaborazione dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice), dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani (Anci) e la direzione artistica della Divisione Eventi dell’Agenzia “Mpr - Comunicazione Integrata” di Roberto Rondinelli.

Il mercato e i numeri
l La Toscana è la 5ª regione italiana per esportazioni di calzature in Russia e la 6ª per la pelletteria: una delle pochissime regioni italiane che può vantare una forte presenza produttiva in tutti i comparti del sistema moda. E tra queste spiccano quelle della pelletteria e delle calzature, entrambe protagoniste a Mosca, proprio dal 23 al 26 novembre, della fiera di settore Obuv Mir Kozhi.
In Toscana, nei comparti calzature e pelletteria, sono attive complessivamente circa 6750 imprese, per un totale di circa 33.700 addetti. Si tratta, principalmente, di aziende di piccole e medie dimensioni: il 91,5% non supera i 6 addetti, il 19,2% ne ha tra 6 e 19, e solo lo 0,2% supera i 100. Nel 2005 il settore delle calzature e della pelletteria della Toscana ha fatto registrare oltre 6miliardi di euro di fatturato.
Tra i paesi dove, negli ultimi anni, le calzature e la pelletteria toscane sembrano riscuotere un crescente successo, troviamo ai primi posti la Russia. Qui, nello scorso anno, la regione italiana ha esportato, infatti, calzature per un valore di oltre 16 milioni e 370mila euro (+34,3% sul 2005) e pelletteria per circa 6milioni e 680mila euro, il 76,5% in più del 2005.
Un trend positivo confermato anche dai dati relativi al primo semestre 2007 nel quale, rispetto allo stesso periodo del 2006, le esportazioni toscane in Russia per questi due comparti sono cresciute, rispettivamente del 15,6% e del 73,3%. Cifre che fanno della Toscana la 5ª regione italiana per le esportazioni di calzature in Russia e la 6ª per la pelletteria.

Fonte: http://www.viaroma100.net/

martedì 30 ottobre 2007

Banca Intesa e SACE: 75 milioni di finanziamenti per l'internazionalizzazione

Roma, 1° ottobre 2007 – Grazie all’intesa siglata tra SACE e Banca Popolare di Sondrio è nato IMPRESA SENZA CONFINI: un plafond di € 75 milioni per finanziamenti a medio e lungo termine con garanzia SACE a cui potranno accedere imprese di piccole e medie dimensioni (con fatturato fino a € 250 milioni), per i propri progetti di internazionalizzazione. I finanziamenti, che presentano il “valore aggiunto” della garanzia SACE per il 70% dell’importo, potranno avere durata da 3 a 6 anni e potranno essere richiesti per qualsiasi operazione legata alla crescita delle aziende italiane sui mercati internazionali: dall’acquisizione di partecipazioni in imprese estere, all’acquisto di impianti o di licenze, alle attività promozionali o di ricerca fino alle spese di apertura di una nuova sede, costi sostenuti per pubblicità o attività di distribuzione all’estero. Attraverso questa convenzione, si rafforzano le sinergie tra Banca Popolare di Sondrio e SACE per promuovere e diffondere prodotti e servizi presso le imprese clienti della Banca. L’Istituto di Credito, presente con una fitta rete di filiali nel nord Italia (in particolare in Lombardia) e a Roma, ha quote di mercato rilevanti nel settore estero.
«La Popolare di Sondrio – ha dichiarato Piero Melazzini, Presidente e Consigliere delegato di Banca Popolare di Sondrio – da sempre attenta alle necessità degli operatori economici, dedica sforzi crescenti al sostegno dei processi di internazionalizzazione della clientela supportandola anche con prodotti e servizi innovativi. In tale contesto si colloca l’accordo concluso con SACE, volto a fornire supporti creditizi alle aziende impegnate nella delicata fase di apertura o di consolidamento di attività sui mercati esteri.»
«Con la firma di questo accordo di convenzione con Banca Popolare di Sondrio – ha aggiunto Simonetta Acri, Direttore Business Italia di SACE – contiamo di offrire uno strumento competitivo a sostegno della forte vocazione all’internazionalizzazione delle imprese del territorio in cui l’Istituto è radicato.»

Per informazioni:

Sace – Società di assicurazione per il credito alle esportazioniTel: 06 6736376Fax: 06 6783851E-mail: comunicazione@sace.it

Fonte: http://www.sace.it/

lunedì 29 ottobre 2007

L’inflazione fa calmierare i prezzi degli alimentari in Russia

Alla luce delle crescenti spinte inflazionistiche che stanno incidendo soprattutto sul comparto alimentare, i più grossi produttori del settore hanno siglato un accordo che congela, almeno temporaneamente, i prezzi dei beni di prima necessità.
Il patto, che dovrebbe rimanere in vigore sino al febbraio 2008, è limitato ad alcune qualità di pane, latte, uova e olio di semi. Nel mese di settembre tali categorie merceologiche hanno subito aumenti che vanno dal 7,5 al 13 p.c, mentre aumenti minori, ma comunque al di sopra del tasso programmato d’inflazione, hanno interessato oltre il 90% del paniere alimentare.
All’accordo fanno eco le misure adottate a livello regionale in numerosi soggetti della Federazione. Le autorità locali sono infatti decise ad utilizzare la leva normativa per porre limiti ai massimali di mark-up applicabili da rivenditori al dettaglio dei prodotti alimentari.
L’inflazione programmata dal governo per l’anno 2007 è pari all’8 p.c., un punto sotto al dato del 2006. Negli ultimi giorni, il Ministero per lo sviluppo economico ha ammesso che sarà impossibile rispettare tale soglia, visto che già oggi l’aumento medio dei prezzi registra un valore del 7,5 p.c. su base annua, con un balzo record dello 0,8 p.c. nel solo mese di settembre. Tali dinamiche non venivano registrate in Russia dal lontano 2000. In seno all’esecutivo vengono ora valutate le possibili misure riparatrici, dagli interventi restrittivi nella legislazione antimonopolistica, che riducano dal 35 al 20% la quota massima di un operatore nel mercato della distribuzione, a un significativo aumento del dazio sull’esportazione del grano, agli aiuti fiscali ai coltivatori.
Qualsiasi strumento venga adottato, la sua efficacia sarà messa a dura prova dal deciso aumento dei prezzi mondiali dei cereali e, sul fronte interno, dalla crescita della massa monetaria imputabile alle quotazioni record dei vettori energetici. Anche alla luce dell’inevitabile espansione della spesa pubblica in vista delle tornate elettorali, il rischio che il paese entri in una spirale inflazionistica è elevato. Solo un radicale potenziamento del settore primario potrà costituire una soluzione valida a lungo termine.

venerdì 26 ottobre 2007

Mantova, 11 imprese in missione in Russia

Dal 20 al 23 novembre 2007 undici imprese lombarde coordinate da Promoimpresa parteciperanno alla fiera della meccanica agricola di Krasnodar in Russia. Si tratta di una importante manifestazione fieristica in una delle aree a più forte vocazione agricola della Russia meridionale, contigua al Mar Nero e in forte sviluppo. L'iniziativa gode dei contributi previsti dall'Accordo di programma tra Sistema camerale e Regione Lombardia per l'Asse 2 – Internazionalizzazione e si svilupperà con una esposizione collettiva di oltre 130 mq.
Per informazioni: Camera di Commercio di MantovaTel: 0376 2341Fax: 0376 234234E-mail: info@mn.camcom.it
"ЮгАгроПром. ЮгАгроПищеМаш" è il più importante foro di settore in tutta la Russia meridionale. Giunta alla sua XIV edizione, la manifestazione si svolge su una superficie di oltre 16,5 mila m.q. Nel 2006, vi hanno partecipato 450 espositori, da 20 Stati e 35 regioni della Russia.
Descrizione dettagliata delle merceologie rappresentate è visibile sul seguente sito (in lingua russa):

giovedì 25 ottobre 2007

"Crediti documentari", due seminari sulle nuove norme 2007 a Lodi e Pavia

“Le nuove norme 2007 sui crediti documentari” è il tema del seminario che si terrà in due sedi camerali lombarde: il 5 novembre 2007 a Lodi e l’8 novembre 2007 a Pavia. L’obiettivo è quello di suggerire agli esportatori come cogliere appieno i cambiamenti più rilevanti della normativa, con particolare riferimento alle semplificazioni nei rapporti con le banche e nella predisposizione dei documenti necessari incassare il credito.
I pagamenti internazionali: le nuove regole sui crediti ed usi uniformi relativi ai crediti documentari; Normativa di riferimento e caratteristiche dell’operazione; Le diverse fasi operative: emissione, avviso, conferma, modifica e utilizzo; Ruolo ed obblighi delle banche (emittente, confermante, designata); Crediti per documenti a destino ed all’origine; Tipologie di credito;I criteri per l’esame dei documenti e la prassi bancaria internazionale; Suggerimenti per definire nel dettaglio le condizioni documentali per evitare le riserve.
Per iscriversi, inviare il modulo di partecipazione al fax 0371 431604 o via mail a sportello.informativo@lo.camcom.it
entro il 26 ottobre 2007. La partecipazione al seminario è gratuita.
Per informazioni:
Camera di Commercio di LodiSportello unico informativoTel: 0371 4505234Fax: 0371 431604E-mail: sportello.informativo@lo.camcom.it
Paviaform – Azienda Speciale Camera di Commercio di PaviaTel: 0382 393271Fax: 0382 393270E-mail: paviaform@pv.camcom.it

mercoledì 24 ottobre 2007

Un corso per Esperto nei processi di internazionalizzazione delle PMI

Inizierà tra breve a Senigallia il corso di “Esperto nei processi di internazionalizzazione delle PMI” finanziato dal Fondo Sociale Europeo e organizzato dal C.I.D.I. (Centro Italiano Diffusione Informatica) in collaborazione con l’Istituto “A. Panzini” di Senigallia.
Il corso di alta specializzazione, tenuto in gran parte da docenti della Facoltà di Economia di Ancona, si propone di formare figure che, con la loro professionalità, saranno in grado di collaborare con l’imprenditore nella ridefinizione della propria mission, nell’esplorazione strategica dei mercati emergenti, con particolare attenzione alla creazione nel mercato estero di reti e organizzazioni di vendita e al miglioramento dei servizi di assistenza pre e post-vendita di prodotti e servizi.Il corso, della durata complessiva di 800 ore, è rivolto ai diplomati e ai laureati, nel settore in cui si innesta la specializzazione e in particolare in almeno uno dei seguenti ambiti: commerciale, economico e del marketing, ecc…. In alternativa, i partecipanti, almeno diplomati che non posseggono un titolo di studio pertinente, devono aver maturato un’esperienza di almeno tre anni nella gestione e/o amministrazione aziendale. Al termine delle lezioni in aula è previsto uno stage aziendale che permetterà a ciascun allievo di misurarsi e prendere confidenza con un ambiente di lavoro reale. Al superamento dell’esame finale verrà rilasciato un attestato di specializzazione. La domanda di partecipazione dovrà essere spedita tramite raccomandata A/R entro il 26/10/2007 (farà fede il timbro postale)
Per avere informazioni o ritirare il modulo di iscrizione al corso è possibile rivolgersi presso la sede del C.I.D.I. Strada della Marina 9/3 Cesano di Senigallia tel. 071.66.07.822. o collegarsi al sito www.scuola.cidiweb.com.

Lodi, al via il corso in “Procedure e tecniche di commercio estero”

Torna l’ormai classico appuntamento con il corso di formazione in "Procedure e tecniche del commercio estro" che la Camera di Commercio di Lodi organizza in collaborazione con Unioncamere Lombardia. L’edizione 2007 si articolerà in quattro pomeriggi, a partire dal 29 ottobre, dalle 14.30 alle 17.30. Questo il programma delle lezioni:
Lunedì 29 ottobre 2007: “Le dogane e le aziende: le novità più rilevanti per gli operatori con l'estero”;
Lunedì 5 novembre 2007: “I pagamenti internazionali: le nuove norme sui crediti e gli usi uniformi relativi ai crediti documentari”;
Lunedì 12 novembre 2007: “Come negoziare e redigere i contratti con i partner esteri”;
Lunedì 19 novembre 2007: “Web marketing per l'internazionalizzazione”.
La partecipazione al corso è gratuita. Per partecipare inviare l’apposito modulo o contattare, anche telefonicamente, la Camera di Commercio di Lodi.
Per informazioni:Camera di Commercio di LodiTel: 0371 45051Fax: 0371 431604E-mail: urp@lo.camcom.it

Nuovo hub logistico ad Omsk

La creazione di uno snodo logistico di rilevanza internazionale è prevista nella città di Omsk, capitale della Siberia occidentale. L’intervento è stato presentato nel corso del forum russo-tedesco “I potenziali di investimento e di business delle regioni russe”, in svolgimento ad Amburgo. Il cuore del progetto, il cui costo è valutato attorno ai 33 miliardi di rubli (circa 940 milioni di Euro), è costituito dal completamento dell’aeroporto internazionale “Omsk-Fedorovka”, iniziato nel lontano 1983 e mai portato a termine. Ad esso si aggiungerà un hub di trasporti multimodale.
Città principale della Siberia sino alla metà del secolo XX, centro di industrie belliche nell’epoca sovietica, oggi Omsk (1.150.000 ab.), è una vivace metropoli, che presenta una buona crescita economica ed è sede di importanti attività produttive e di numerose fiere.
Il costante aumento del volume delle merci in transito, pari al 6-8% annuo, la crescita degli scambi internazionali, il posizionamento strategico sulla Transiberiana, sono i presupposti che potrebbero consentire ad Omsk di divenire un crocevia di primaria rilevanza nei flussi merci dall’Asia all’Europa. In tal senso si è espresso anche il presidente della Camera di Commercio e dell’Industria della Federazione Russa, Evghenij Primakov.

martedì 23 ottobre 2007

Nuovo collegamento Bologna-Mosca

L'Emilia Romagna è la seconda regione per valore dell'export in Russia. Intercettare il traffico leisure e business è l'obiettivo del nuovo volo Eurofly.
"Presidiare il mercato russo e intercettare i segmenti di traffico business e leisure di questo mercato veloce e dinamico": si esprime così Giuseppe Russo, direttore commerciale di Eurofly, a proposito del nuovo volo Bologna-Mosca, operativo dal 4 marzo 2008. “Il collegamento per Mosca – ha spiegato il direttore generale dell’aeroporto di Bologna Armando Brunini – risponde ad una precisa domanda del nostro tessuto imprenditoriale, che già oggi ha avviato un fitto intreccio di scambi commerciali con l’area russa. L’Emilia-Romagna, infatti, è la seconda regione d’Italia per valore delle esportazioni nel Paese, con il 18,8% del totale del mercato italiano, mentre nell’ultimo anno le esportazioni dall’Emilia-Romagna alla Federazione Russa sono cresciute del 40,3%. Inoltre, è elevato il potenziale di turismo incoming, tenuto conto del fatto che i russi pongono l’Italia al quarto posto al mondo tra le destinazioni preferite”.
Fonte: www.guidaviaggi.it/

Dati commercio estero russo, gennaio-agosto 2007

L’agenzia federale di statistica (FSGS) ha pubblicato i dati relativi al commercio estero della Federazione Russa per il periodo gennaio-agosto 2007. Secondo i dati della Banca di Russia, nel periodo considerato, l’interscambio con l’estero ha raggiunto i 351,8 miliardi di dollari USA (118,8% rispetto al periodo gennaio-agosto 2006), di cui 217,0 miliardi di dollari USA di esportazioni (109,6% su base 2006) e 134,7 di importazioni (137,4% su base 2006). Il saldo della bilancia commerciale rimane attivo, assestandosi sul valore di 82,3 miliardi dollari USA (100,0 miliardi nel periodo corrispondente del 2006). L’interscambio con l’Italia è stato pari a 21.555 milioni di dollari USA, con un aumento del 6,4% su base corrispondente del 2006. L’Italia conferma la sua posizione di terzo partner commerciale della Russia, nonostante il suo peso percentuale sia diminuito al 6,4%, dal 7,3% del corrispondente periodo 2006.
Redazionale, da materiale http://www.gks.ru/

venerdì 19 ottobre 2007

Russia è la nuova Mecca degli orafi

Nei primi mesi dell'anno l’esportazione italiana nella Federazione russa è cresciuta di oltre il 77% - Incrementi a due cifre anche per l’export verso la Polonia, gli Emirati, il Regno Unito e il Medio Oriente - Lo sbocco in Cina è ancora fortemente ostacolato dalle barriere doganali - A picco il giro d'affari in Asia (-35%).
Fino a dieci anni fa erano soprattutto gli sceicchi arabi che acquistavano collane, anelli, orecchini di produzione e lavorazione italiana. Ma anche vassoi, posateria, gioielli con gemme e pietre preziose. Oggetti unici, personalizzati, di straordinaria bellezza. Per poche (e fortunate) tasche. Oggi, accanto a questi tradizionali acquirenti, si affacciano i magnati russi, che spendono come minimo 3mila dollari per ogni piccolo cadeau. Ancora nella "fase di ostentazione", sono portati ad acquistare il gioiello per sottolineare il proprio posto nella società. E i prodotti italiani sono da sempre espressione di qualità, di design originali e di buon gusto. «I maggiori mercati per l'export italiano di gioielli in oro – afferma Philip Olden, 47 anni, direttore generale di World Gold Council – sono il Medio Oriente, l'Europa, gli Stati Uniti e i mercati emergenti come la Russia, dove la crescita della domanda è sostenuta». La posizione è condivisa da Pietro Taralli, 55 anni, presidente di Assicor (Associazione intercamerale di coordinamento per lo sviluppo produttivo della gioielleria e dell'argenteria): «La nuova frontiera, soprattutto per il prodotto di alta gamma, è a Est».Secondo il Gold Report della Fiera di Vicenza, aggiornato al luglio scorso, nei primi tre mesi dell'anno le esportazioni verso la Federazione Russa sono cresciute di oltre il 77 per cento. La tendenza è confermata dall'Istat: nel 2000 hanno raggiunto i consumatori russi gioielli e articoli di oreficeria italiani per un valore superiore a 11 milioni e mezzo di euro. Un anno dopo i milioni erano 23. Quindi, quasi 29 milioni e 700mila nel 2002, circa 33 nel 2003, quasi 37 nel 2004, oltre 44 milioni di euro nel 2005. Non solo: dopo la battuta d'arresto di tre anni fa, è in ripresa anche l'export di pietre preziose e semipreziose, per gioielleria e uso industriale, verso la Russia. Tutto questo nonostante i russi applichino dazi del 20%, contro il 2,5% che viene applicato ai gioielli, prodotti nella Federazione, che entrano nell'Ue. Russi sì, ma non solo. Nei primi mesi del 2007 incrementi a due cifre hanno contraddistinto l'export verso la Polonia (+50,1%) e Regno Unito (+47,5%). Quello verso il Medio Oriente è aumentato del 18%; più 25% solo verso gli Emirati Arabi, che coprono – tuttora – quasi il 13% dell'export complessivo orafo italiano. Quanto poi all'Asia, la Cina è soprattutto un concorrente delle aziende italiane: il calo delle importazioni di gioielli made in Italy è risultato superiore al 35 per cento. «Sebbene abbia un potenziale d'acquisto elevato – spiega Luciano Bigazzi, 45 anni, presidente di Confartigianato Orafi – le esportazioni verso questo Paese sono ancora contenute. Le barriere doganali imposte da Pechino non facilitano la penetrazione dei prodotti italiani nel Paese. La Russia è più alla nostra portata. È un consumatore che conosce, apprezza il gioiello italiano». L'andamento degli ultimi anni del settore orafo fa ben sperare. Tra il 2004 e il 2006, secondo le elaborazioni che l'Istituto Tagliacarne ha effettuato su dati Istat, l'Italia ha visto aumentare le esportazioni di prodotti orafi. Una performance che si è sviluppata in una fase di mercato – se non proprio di stagnazione - di scarso dinamismo: secondo il World Gold Council, infatti, solo nei primi mesi del 2006 gli operatori hanno assistito a un netto calo dei consumi mondiali di oreficeria. Ai produttori italiani non è rimasto che investire sulla qualità e sull'innovazione di gamma. Quindi, meno commesse ma di importi più elevati. Alla prova dei fatti, la mossa è risultata vincente. Secondo l'Istat, le esportazioni nel corso del 2006 sono aumentate di quasi il 10% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 4,4 miliardi di euro. Un'accelerazione che è stata sostenuta dai rialzi di prezzo delle materie prime preziose e dall'apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro. Più in particolare, nel 2006 quasi il 55% delle esportazioni ha raggiunto l'Europa. In valore assoluto, l'ammontare complessivo è stato di oltre tre miliardi e mezzo di euro. In questo contesto, un ruolo di primo piano è stato ricoperto dalla Svizzera (14,8%) e dalla Francia (10,6%), seguite a distanza dal Regno Unito (5,8%), dalla Spagna (4,6%) e dalla Germania (3,2 per cento). Gli Stati Uniti sono risultati il principale Paese di sbocco per i prodotti orafi italiani, con una distribuzione percentuale che si è attestata al 16 per cento. Il valore ha superato il miliardo di euro. A ben vedere, negli ultimi anni l'Italia ha visto ridursi la propria quota nel mercato statunitense, con le esportazioni di gioielli e articoli di oreficeria che sono passate da un miliardo e 900 milioni di euro nel 2000 agli 800 milioni circa di due anni fa, a causa soprattutto della concorrenza di India, Cina e Turchia. Ha continuato invece a ricoprire un ruolo importante il Medio Oriente: l'export di prodotti in oro italiani l'anno scorso ha segnato una crescita del 12 per cento. In questo caso, a fare da traino è stata soprattutto la domanda da parte dei Paesi dell'area del Golfo Persico, dove i consumi di lusso hanno segnato negli ultimi decenni un incremento esponenziale.

giovedì 18 ottobre 2007

AGROALIMENTARE/ SALONE DEL VINO AL VIA IL 26 OTTOBRE

Roma, 18 ott. (Apcom) - Si terrà dal 26 al 29 ottobre la sesta edizione del Salone del vino di Torino dal titolo "le regioni del vino, la ragioni del vino". Uno dei temi all'attenzione di quest'anno è quello del contrasto tra l'ottima performance delle esportazioni e la scarsa crescita dei consumi interni.
Secondo i dati Istat, infatti, nel primo semestre del 2007 l'export è cresciuto del 13% verso la Francia (43,2 milioni di euro), dell'11% in Germania (344 milioni), del 21% nel Regno Unito (205 milioni), dell'8% in Danimarca (42 milioni), del 17% in Svezia (34 milioni), 16% in Finlandia (7,5 milioni) e 7% in Austria (31 milioni). Fuori dall'Ue le esportazioni crescono eccezionalmente in Russia con un (+122 per cento, da 9 a 20 milioni di euro) e in Cina (+56% a quota 5,6 milioni). Incoraggiante la Norvegia (+19%), mentre crescono significativamente anche i due paesi dove il nostro vino è già tradizionalmente presente: gli Usa (+6% a 411 milioni di euro) e il Canada (+2% a 86 milioni).
Pessima congiuntura invece per il mercato italiano dove il vino sembra non riuscire più a decollare dopo la battuta di arresto del 2002. Con lievissime oscillazioni da zona a zona, le percentuali d'incremento non riescono a superare il 5% nel migliore dei casi, mantenendo invece una media del 3%. Il problema è quello della "confusione di nuove proposte - spiega l'organizzazione del salone - che cannibalizza ogni segmento di prezzo. Vanno bene i vini a denominazione, sia di fascia di prezzo bassa che alta, mentre restano in sofferenza i vini diprezzo medio, penalizzati dall'enorme abbondanza di nuove etichette".
Di questo si parlerà al convegno inaugurale dal titolo "Vino e finanza: le strategie per crescere". Nella stessa giornata si terrà anche il "Terzo forum sugli autoctoni: vitigni e vini", mentre a disposizione dei partecipanti saranno dei "laboratori del gusto di Slow Food", che ha scelto il Salone per presentare la sua "guida al vino quotidiano".

Russia Inc.

Mosca, ottobre 2007. In tre giorni la Duma ha approvato due leggi istitutive di altrettante Corporazioni di Stato. Enti pubblici economici in scala tutta soviet, queste strutture occupano oggi una posizione difficilmente sopravvalutabile nel tessuto politico-economico della Federazione.
Risale al 9 ottobre l’incorporazione in “Rostechnologhii”, holding hi-tech, di “Rosoboronexport”, il gigante degli armamenti. Questa operazione è destinata a dar vita ad un organismo che avrà il controllo completo sulla produzione e sull’export del bellico e delle tecnologie russi. “Rosoboronexport”, già monopolista delle esportazioni militari, che generano un flusso annuo superiore ai 6 miliardi di dollari USA, ha conosciuto un notevole accrescimento dei propri attivi negli anni recenti. Oltre alla proprietà del 25% di “OAO Sukhoj” (jet militari e civili), esso controlla holdings nei settori dei componenti elettronici, degli esplosivi industriali, nonché della metallurgia, grazie all’acquisizione del 41% di “VSMPO-AVISMA”, leader mondiale nella produzione di titanio. Dal 2005, “Rosobornexport” detiene il pacchetto di maggioranza di “Avtovaz”, principale produttore di autovetture russo, con una quota di mercato pari al 25,6%, seppure in costante flessione. Tale partecipazione dovrebbe ora essere dimessa, ed è di pochi giorni fa l’annuncio di un accordo programmatico di collaborazione di “Avtovaz” con il Gruppo Fiat.
A distanza di poche ore, l’11 ottobre, la Duma votava la costituzione della corporazione di Stato “Rosatom”. Questa verrà creata sulla base dell’Agenzia Federale per l’energia atomica. Il cuore del patrimonio della nuova struttura è l’“AO Atomenergoprom”, che raccoglie oltre 55 imprese dal valore complessivo di 40-50 miliardi di dollari. “Rosatom” controllerà agglomerati nel campo della sicurezza radioattiva, degli armamenti nucleari, della ricerca di settore.
Al pari di “Rostechnologhii, “Rosatom” sarà gestito da Mosca attraverso fiduciari nel consiglio d’amministrazione, ma otterrà una completa indipendenza finanziaria. Le corporazioni statali istituite con legge federale godono infatti di uno status particolare: esse sono sottratte dal controllo immediato dell’esecutivo, i vertici sono nominati direttamente dal presidente, i profitti non devono essere ridistribuiti. Come già avvenuto nel settore energetico con “Gazprom” e “Rosneft”, alcuni osservatori ritengono che ora “Rostechnologhii” sia destinato a divenire il ministero ombra dell’industria, e che la sua influenza si estenderà non solo sul settore degli armamenti e hi-tech, ma interesserà l’export russo nel suo complesso, trasformandolo in un interlocutore obbligatorio per gli addetti all’attività di commercio estero. A metà di settembre, l’allora premier Mikhail Fradkov, espresse riserve sull’opportunità della fusione Rostecnloghii-Rosobornexport, perlomeno in tempi immediati. Ma tra le molte cose cambiate nelle ultime settimane, c’è anche il nome dell’ospite della casa bianca.

Redazionale da materiale http://www.bbcrussian.com/, http://www.finansmag.ru/, http://www.vedomosti.ru/.

Torino - Country presentation Uzbekistan - 24 ottobre

La Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con il Centro Estero per l’Internazionalizzazione Piemonte, accoglie una delegazione di imprenditori provenienti dall’Uzbekistan accompagnata dalla Camera di commercio Italia - Uzbekistan. L’incontro, in programma il 24 ottobre p.v, intende presentare agli operatori economici piemontesi le opportunità nel paese asiatico. Il governo uzbeko ha investito in nuove infrastrutture, attirando investimenti esteri su larga scala, soprattutto nel settore tessile e automobilistico, e si sta impegnando a rendere il paese indipendente per quanto riguarda elettricità, cibo, petrolio e gas. I principali prodotti di esportazione sono il cotone grezzo (più del 40% del valore di tutta la produzione agricola) il filo, i tessuti e l'abbigliamento di cotone, oltre ai metalli non ferrosi. Più dei quattro quinti del commercio uzbeko si svolge ancora con i paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Nei primi sei mesi del 2007 il PIL in Uzbekistan è cresciuto del 9.7%. La produzione industriale è aumentata dell’11,6%, la produzione agricola del 5.5%, il settore edile è cresciuto del 20.5%. L’incontro privilegerà l’approfondimento delle opportunità commerciali e di collaborazione nei seguenti segmenti di settore:
-impianti per l'agroindustria
-materiali per edilizia (piastrelle, lavorazione del marmo, produzione di infissi)
-gioielleria
-trattamento della pelle, del cuoio e industrie calzaturifici
-mobilifici
-tessile
-turismo.
L’interscambio con l’Italia ha fatto segnare un incremento di oltre il 41% nel primo semestre del 2007; a questo dato si allineano anche l’export del Piemonte (+38%) e della Provincia di Torino (+20%), confermando come voci importanti l’export di macchine e apparecchi meccanici, di prodotti tessili e dell’abbigliamento e in generale di prodotti del settore manifatturiero.
A latere del seminario verranno organizzati degli incontri con gli imprenditori uzbeki. Le imprese interessate possono segnalare la propria disponibilità compilando l’apposito modulo in allegato.Per informazioni ed adesioni:
Centro Estero per l'Internazionalizzazione PiemonteAnnalisa Gamba, Sonia Baldassarre
Tel.: 011 6700 639 / 626Fax: 011 6965 456
E-mail: annalisa.gamba@centroestero.org mailto:sonia.baldassarre@centroestero.org

Fonte: Sprint Piemonte (www.intersportello-piemonte.it)

lunedì 15 ottobre 2007

La Serbia paese ospite a Moliseinfiera

Moliseinfiera, in programma dal 24 al 28 ottobre 2007 presso la Cittadella dell’Economia a Campobasso, da questa edizione diventa internazionale: ospite d’onore è la Serbia, ed in particolare la provincia autonoma della Vojvodina.
All’interno dello stand Paese Ospite, sarà possibile conoscere le caratteristiche socio-culturali della Serbia, grazie alla presenza di istituzioni locali, e il suo tessuto economico-produttivo, con la presenza di numerose aziende serbe, partecipanti alla missione imprenditoriale in-coming dell’area balcanica, organizzata dall’Unioncamere Molise. La presenza degli operatori stranieri va oltre l’evento Moliseinfiera, poiché sono previste delle visite aziendali presso le imprese molisane appartenenti ai settori di interesse degli operatori stranieri ed è al vaglio la possibilità di organizzare degli incontri one-to-one tra gli operatori economici molisani e le potenziali controparti estere.
La Serbia si trova al centro dell’area di libero scambio dei Balcani, che comprende un mercato di 55 milioni di persone, geograficamente collocata in una posizione strategica, all’intersezione dei due importanti corridoi europei n. VII e X che attraversano la regione collegandola con l’Europa Occidentale e l’Europa del Nord, con la Russia, l’Ucraina, il Medio Oriente e l'Asia Centrale.
La Serbia, inoltre, è l’unico Paese, al di fuori della Comunità di Stati Indipendenti (CSI) ad avere un trattato di libero scambio con la Federazione russa, che le consente l’accesso, con il pagamento di appena l’1% sul valore dei beni esportati, a un mercato di 150 milioni di consumatori e produrre in Serbia garantisce l’accesso privilegiato a numerosi mercati, a cominciare da quelli dell’Unione europea.
Le riforme politiche, economiche e sociali attuate nell’Europa del Sud-est hanno creato un mercato in rapido sviluppo con un considerevole potenziale di crescita futura, che registra la presenza di otto milioni di abitanti – che arrivano a dieci se si prende in considerazione il Kossovo - di cui due milioni nella capitale Belgrado, con abitudini e preferenze metropolitane ed una radicata tradizione di sensibilità per i prodotti italiani. Nei primi otto mesi del 2006 l’Italia si è posizionata quale secondo partner commerciale della Serbia, con un interscambio complessivo di 996 milioni di euro, costituito da 543 milioni di euro di esportazioni (+ 22,5% rispetto all’anno precedente ) e da 452 milioni di euro di importazioni. Più in dettaglio, le principali voci del nostro export nei primi otto mesi del 2006 in Serbia sono state: Macchine di impiego generale, con 51 milioni di euro (+ 10,8%); Filati, tessuti e altri prodotti tessili, con 51 milioni euro (+ 24,6%); Veicoli con 51 milioni di euro (+ 114,8%); Macchine per impieghi speciali, con 40 milioni di euro (+38,7%); Pelle e pelletteria, con 37 milioni di euro (+12,8%); Abbigliamento, con 33 milioni di euro (+ 36,8%). (Fonte: Ente per la Statistica della Serbia).Nel 2004 il PIL e’ aumentato del 7,5% rispetto al 2003 e nel 2005 la crescita e’ proseguita al ritmo del 6,5%.
Due sono le misure introdotte negli ultimi anni dal governo Serbo per creare un ambiente economico favorevole per gli investimenti esteri: la Legge sulle Privatizzazioni e la Legge sugli Investimenti Esteri. La Legge sulle Privatizzazioni ha posto le condizioni per le riforme economiche che lascia presupporre un ottimale sviluppo del settore industriale, processo che interesserà tutte le persone giuridiche a capitale di proprietà socializzata o statale. La Legge sugli Investimenti Esteri consente l’importazione in esenzione dal pagamento dei dazi doganali di macchinari, capitali fissi e altri materiali necessari all’investimento.
Vi sono pertanto condizioni particolarmente favorevoli per le aziende italiane orientate a delocalizzare le proprie produzioni o ad effettuare investimenti, attratte dalla possibilità di beneficiare di un notevole vantaggio competitivo, per il basso costo di una manodopera mediamente qualificata ed i bassi costi di trasporto dovuti alla contiguità geografica del paese rispetto all’Italia. Tra i settori al momento più interessanti si posiziona l’agroindustria: il Paese, infatti, ha notevoli risorse naturali, una buona tradizione produttiva e, nello stesso tempo, presenta la necessità di ammodernare ed espandere la propria agroindustria. Altro settore di potenziale interesse è l’industria della trasformazione di frutta e verdura, acque minerali e bevande non alcoliche, allevamento delle lumache, macchine agricole.Il Paese e’ dotato di notevoli risorse naturali, fattore, questo, che contribuisce significativamente a rendere competitiva l’industria del legno e del mobile. Le aree più importanti sono al riguardo le pianure della provincia autonoma di Vojvodina (presente a “Moliseinfiera”), in cui vi sono condizioni favorevoli in particolare per il pioppo e la quercia, e le regioni montuose della Serbia centrale, che presentano caratteristiche climatiche adatte allo sviluppo di latifoglie, faggio in particolare.

http://www.altromolise.it/

Zuegg punta alla Russia con l’aiuto di Unicredit

Grazie al finanziamento garantito da un pool bancario guidato da Unicredit Banca d'Impresa, la Zuegg si appresta ad entrare direttamente nel mercato russo con la realizzazione di un nuovo impianto proprio. La società veronese, controllata al 100% dalla famiglia Zuegg, punta all'espansione sui mercati dell'Est affiancando agli stabilimenti italiani di Verona e Avellino, a quelli tedeschi di Werneuchen (lavorazione della frutta) e Zöerbig (produzione di marmellate) e a quello francese di Elne un nuovo presidio diretto all'estero. Il progetto del nuovo insediamento produttivo, che sarà focalizzato sulla produzione del semilavorato di frutta, ha preso il via sei mesi fa con l'acquisto di un terreno di sei ettari nella regione di Kaliningrad e la costituzione della nuova controllata Zuegg Russia Ltd. «Siamo in fase di contatto con i fornitori spiega Simone Quinto, chief financial officier di Zuegg Contiamo di avviare i lavori tra qualche mese, per arrivare a una prima fase di startup a fine 2008 o al massimo nei primi mesi del 2009. Il fornitore principale di questo nuovo sito sarà Danone». La scelta della Russia trova ragione, spiega Quinto, «nella forte crescita che in questa area sta avendo il mercato dello yogurt. Un mercato, quindi, da presidiare direttamente visto che sull'export i costi di trasporto incidono in maniera molto significativa e a discapito della competitività». L'obiettivo della nuova apertura internazionale è quello aumentare i ricavi garantiti dai semilavorati di frutta, ma anche di sviluppare la diffusione dei prodotti industriali a brand proprio (Zuegg e Skipper) e di potenziare i rapporti con gli attuali clienti nel settore dei semilavorati tra i quali ci sono Danone, Granarolo, Parmalat e Nestlè. I semilavorati di frutta rappresentano oggi il 33% dei ricavi complessivi, mentre, guardando ai prodotti industriali, il 47% del giro d'affari è garantito dai succhi di frutta e il 18% dalle marmellate. Il nuovo piano industriale prevede, entro i prossimi tre anni, una crescita del 20% del giro d'affari per arrivare, nel 2011, a un consolidato di 250 milioni.

venerdì 12 ottobre 2007

Finanziamenti ed agevolazioni per chi investe in Kazakistan.

Per le imprese italiane che vogliono investire in Kazakistan il sistema bancario ha stanziato un plafond di 600 milioni di euro. Il 62% è destinato a operazioni a breve, mentre il rimanente 38% è allocato sul medio lungo termine.
Queste le cifre illustrate dall'Abi, in occasione della missione impreditoriale organizzata dall'associazione bancaria con Confindustria e Ice in concomitanza con la visita di stato del premier Romano Prodi ad Astana per incontrare il presidente Nursultan Nazarbayev. Il 49% del totale, pari a 279 milioni di euro, è già stato utilizzato. La distribuzione della disponibilità, di cui il 63% non prevede copertura assicurativa, riflette la natura della richiesta del finanziamento da parte delle imprese italiane che operano con il Kazakistan: più sbilanciata verso l'export a breve prevelentemente di beni durevoli e servizi. Le risorse sono a diposizione delle imprese che vorranno sftuttare le opportunità della seconda fase di privatizzazione del paese che sarà più incentrata sullo sviluppo dei settori industriali non oil. Per quanto riguarda la presenza del sistema bancario italiano in Kazakistan, nel paese é presente il Gruppo Unicredit che il 21 giugno scorso ha sottoscritto un accordo con alcuni azionisti privati per acquisire una quota di maggioranza in Jsc Atf Bank, attraverso Bank Austria Creditanstalt, responsabile all'interno del gruppo per le attività bancarie nell'Europa centro orientale. Al completamento dell'operazione la quota acquisita sarà dell'85% del capitale di quella che è la terza banca del paese dotato di un sistema bancario molto concentrato con 5 istituti che coprono l'85% del mercato. Un mercato che per il sistema delle banche è interessante soprattutto per attività di finanza strutturata le le attività delle aziende.

giovedì 11 ottobre 2007

La Russia conquistata dal mobile made in Italy

Dal 10 al 13 ottobre, a Mosca, nel centro fieristico "Crocus Expo-2" si svolge l'esposizione del mobile e del design italiani "Saloni WorldWide Moscow". Quest'anno sono presenti oltre 4oo aziende produttrici italiane, su una superficie espositiva di circa 20.000mq. La crescita del numero degli espositori testimonia il grande interesse del pubblico e dei consumatori russi verso questo evento. L'organizzatore della manifestazione fieristica, Cosmit-Federlegno, conferma la volontà di rafforzare ancor più la posizione dei produttori nazionali sul mercato della RF, già oggi il quinto per importanza per il comparto del mobile italiano.
All'evento è stato dato ampio spazio nei mezzi di comunicazione russi e italiani, come conferma l'articolo de IlGiornale sotto integralmente riportato:
"Libreria a muro: 30mila euro. Scrivania: 22mila euro. Due poltrone in pelle: 9mila euro. Ecco lo studio privato di un manager russo, totale: 61mila euro. E ancora: arredamento completo di una residenza di 2mila metri quadri (taglio medio della metratura per la nuova borghesia moscovita) da 800mila euro in su. Il meglio del comparto mobile-arredo è schierato da ieri al Crocus Center per la terza edizione dei Saloni WorldWide Moscow, l’ormai tradizionale appuntamento con l’eccellenza del Made in Italy, organizzato da Cosmit-Federlegno. E i numeri non hanno bisogno di commenti. L’export di mobili italiani in Russia nel 2006 è di circa 800 milioni di euro, cifra che ha portato la Russia a diventare il primo cliente per tasso di crescita (più 26%) e il quinto in valori assoluti. Entro il 2008 si potrà festeggiare l’arrotondamento a un miliardo, un traguardo prestigioso a portata di mano. Dal 2000 al 2006, infatti, le esportazioni di mobili italiani in Russia sono aumentate a un tasso medio annuo del 20%, mentre il mercato mondiale cresce annualmente del 5% circa. L’Italia, quindi, mantiene e consolida la sua posizione di principale fornitore estero della Russia. «Oggi la Russia - ha detto Rosario Messina, presidente di Cosmit - è un mercato fortemente ricettivo per le nostre esportazioni, ma il nostro progetto è iniziato molti anni fa quando Mosca era ancora una scommessa. Offriamo l’idea del progetto dell’abitare italiano. Basti pensare che ogni anno a Mosca si costruiscono case per oltre 10 milioni di metri quadri, e ogni casa ha bisogno di essere arredata... ».Il design, quindi, come punta di diamante del made in Italy, il fattore che ha scatenato l’innamoramento per il prodotto italiano, e non solo nell’arredamento, in un mercato che evidenzia una marcata disponibilità finanziaria per i prossimi cento anni.«A Mosca - ha detto Manlio Armellini, ad di Cosmit - vivono circa 15 milioni di persone. Uno studio attendibile ci dice che almeno 14mila hanno una disponibilità d’acquisto di circa 6mila euro ogni qualvolta escono di casa». I Saloni WorldWide, ha precisato Messina, «sono un modo per rispondere al fermento del mercato e alla positiva evoluzione del sistema distributivo che sta, seppure lentamente, avviando un processo di razionalizzazione attraverso la costituzione di piccole e grandi catene specializzate». Ieri sera, a salone chiuso, la sigla di un’intesa tra Kartell e Gum, la più grande catena dei magazzini di lusso di tutto l’ex impero sovietico: «Apriremo il 20 novembre proprio sulla piazza Rossa - ha detto Claudio Luti, presidente e ad del gruppo Kartell -, copriremo il settore food e casa. Il nostro primo mercato, tuttavia, è ancora quello italiano, ma seguono a ruota Francia, Usa e Asia, con buone prospettive per tutto il Sudamerica, Brasile in testa».Da queste parti il mobile va, rigorosamente firmato. Anche se il WorldWide, secondo il pensiero di Messina, si trova di fronte al difficile compito della selezione commerciale, ovvero la ricerca di interlocutori affidabili da presentare alle imprese. «I nostri saloni - ha concluso Messina - non aiutano solo ad esportare il Made in Italy, ma sono essi stessi made in Italy d’esportazione»."

Mosca, contributi alle aziende lombarde in missione con Promos a Mettalloobrabotka 2008

Promos, Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, coordina la partecipazione delle imprese lombarde alla fiera Metalloobrabotka che si terrà a Mosca dal 26 al 31 maggio 2008. La manifestazione rientra tra quelle inserite da Regione Lombardia e sistema camerale nel Bando Internazionalizzazione e offre la possibilità ai partecipanti di usufruire dei contributi a fondo perduto messi a disposizione dal Bando. Metalloobrabotka, punto di riferimento per gli operatori dell'Est Europa che si occupano di sistemi, utensili e attrezzature per l'industria della lavorazione dei metalli, propone un'offerta tematica completa che spazia dai macchinari di lavorazione alla progettazione e ricerca scientifica. All’ultima edizione hanno partecipato 720 espositori provenienti da 28 Paesi e circa 20mila visitatori. La proposta di Promos prevede un’area preallestita di 9 mq con tavolo, sedie, armadietto, illuminazione, moquette, fascia e inserzione catalogo, al costo di 3mila euro. Beneficiando però di uno dei Voucher di tipo A2 (del valore di 2500 euro) il totale da corrispondere si riduce a 500 euro.E’ possibile richiedere il voucher A2 a valere sul Bando Internazionalizzazione direttamente on line.
Le aziende interessate a partecipare possono inviare il contratto di servizio, entro il 20 febbraio 2008, al fax 02 85155227.I l contratto va comunque inviato entro 20 giorni dalla data della mail di assegnazione voucher.
Per informazioni: Promos – Azienda speciale Camera di Commercio di MilanoManuela Reina Tel: 02 8515 5203 Fax: 02 8515 5227 E-mail: reina.manuela@mi.camcom.it

mercoledì 10 ottobre 2007

La Russia abolisce i divieti all’importazione dei vini moldavi

Martedì 9 ottobre. Mosca dà il suo placet all’importazione dei vini moldavi nel territorio della Federazione Russa. Al momento questa misura interessa 8 produttori vinicoli, ma a breve coinvolgerà il comparto nel suo complesso.
Le importazioni della produzione enologica moldava vennero bloccate nel marzo 2006, per il presunto mancato raggiungimento degli standard qualitativi. Un divieto analogo fu applicato anche alla produzione proveniente dalla Georgia. Tali misure ebbero un notevole impatto sulle economie delle piccole repubbliche, in cui il settore vinicolo occupa un ruolo preminente, con l’export fortemente orientato alla Russia, mercato storico che arrivava ad assorbire oltre l’80% delle bottiglie prodotte.

L’abolizione del divieto è stata formalmente raggiunta nel corso dell’ultimo summit CSI di Dushanbe, dopo che nel corso dell’estate 2007, i funzionari del Rospotrebnadzor (Ente federale di controllo dei diritti del consumatore e della sanità), avevano eseguito controlli sui 15 maggiori produttori moldavi, approvando 258 etichette campione sulle 301 analizzate.
Il ritorno dei vini moldavi sulle tavole russe è accompagnato da un aumento del loro prezzo medio rispetto al posizionamento precedente il bando del 2006. Per Valeri Mironesku, direttore generale dell’Agenzia agro-alimentare “Moldova-Vin”, gli aumenti riflettono la migliorata qualità del prodotto, dato che dovrebbero arrivare in Russia solo le bottiglie di categoria superiore.Il mercato del vino della Federazione ha ormai raggiunto una certa maturità e le preferenze del consumatore si orientano sul prodotto della fascia medio-alta. In particolare, riscuotono un successo sempre maggiore le produzioni del Sud America, che offrono un’eccellente qualità a fronte di prezzi competitivi.

È quindi difficile prevedere se le etichette moldave, che pure scontano un’immagine prodotto assai bassa, sapranno riconquistare le quote di mercato possedute prima dell’embargo russo. Ciò sia per l’evoluzione dei gusti, sia per numerosi competitors entrati in tutti i segmenti del mercato.
Certamente, esse non rappresenteranno il principale concorrente per il produttore italiano che, nonostante la forte crescita dei volumi degli ultimi anni, è ancora orientato alle fasce medio superiori e premium.

Redazionale.

Da materiale http://www.bbcrussian.com/ del 09-10-2007, http://www.newsru.com/, http://www.foodmarket.spb.ru/, http://www.rbc.ru/.

martedì 9 ottobre 2007

Ancona: incoming agroalimentare di buyer russi

A seguito dell’incoming di buyer russi, realizzato a marzo 2006 Ancona Promuove, Azienda speciale della camera di Commercio di Ancona, intende organizzare visite mirate di 6/7 operatori russi del settore food & wine alle sedi delle aziende interessate, per la presentazione e degustazione delle produzioni tipiche del nostro territorio. Diffondere la conoscenza del prodotto di qualità, riprendere i contatti con alcuni buyer russi precedentemente incontrati al fine di consolidare i rapporti già avviati e/o sviluppare nuove potenziali collaborazioni. L’iniziativa si svolgerà presso le sedi delle aziende partecipanti nei giorni 21 e 23 novembre 2007. Le aziende partecipanti dovranno possedere i seguenti requisiti:- produzione di qualità;- struttura orientata all’export; - capacità di fornire anche la grande distribuzione. La quota di partecipazione è di euro 300 + IvaPer iscriversi all’iniziativa è necessario inviare al numero di fax 071 5898255, entro e non oltre il giorno 15 ottobre 2007, la seguente documentazione:- scheda di partecipazione, completa in ogni sua parte; - copia del versamento bancario di euro 360 (iva inclusa) sul c/c n° 23142 intestato a “Azienda Speciale Ancona Promuove” presso la Banca Popolare di Ancona, filiale di Ancona, ABI 05308 CAB 02684 CIN N (causale di versamento: “Incoming agroalimentare buyer russi”)
Per informazioni: Ancona PromuoveSilvia BerlutiTel. 071 2072913 e-mail:

lunedì 8 ottobre 2007

MONDADORI: MENSILE 'INTERNI' DA OGGI ANCHE IN RUSSIA

(AGI) - Milano, 8 ott - Interni, la rivista internazionale di design e architettura di interni di Mondadori, diretta in Italia da Gilda Bojardi, da oggi e' presente anche in Russia. Il giornale sara' pubblicato in collaborazione con Indipendent Media Sanoma Magazine, uno dei principali editori del panorama europeo, con una forte presenza nell'Europa centro-orientale. La nuova edizione in lingua russa di Interni - afferma una nota - consentira' a Mondadori di rafforzare ulteriormente il proprio presidio nel settore dei magazine del paese, in cui il Gruppo e' gia' presente dallo scorso marzo con il settimanale Grazia, pubblicato in collaborazione con lo stesso editore, nell'ambito del "Grazia International Network". Per il lancio di Interni Russia, diretto da Oleg Dyachenko, e' stata realizzata una campagna di comunicazione pianificata sulle principali emittenti radiofoniche del paese, outdoor e attivita' di direct mailing. Il primo numero di Interni, con una foliazione di 212 pagine e una tiratura di 50.000 copie, e' venduto al prezzo di circa sei euro (200 rubli). Il 4 dicembre 2007 sara' in edicola il secondo numero di Interni Russia che uscira' nel corso del 2008 con una cadenza bimestrale. (AGI)

Veneto: corso sui documenti commerciali, contabili e di trasporto con l’estero

La fondazione Giacomo Rumor del Centro produttività Veneto organizza per il 25 ottobre 2007 un corso dal titolo “Documenti commerciali, contabili e di trasporto negli scambi internazionali di beni:aspetti giuridici e contabili”. Il corso è destinato a funzionari amministrativi e contabili, dirigenti amministrativi e commerciali, consulenti aziendali.Gli obiettivi del corso sono di dare la conoscenza della documentazione utilizzata negli scambi internazionali che costituisce un’esigenza essenziale per un corretto adempimento delle operazioni con l’estero. Il corso ha lo scopo di esaminare i vari documenti aziendali al fine di fornire tutte quelle informazioni utili per un loro utilizzo ottimale e completo, alla luce della normativa in vigore.
Le aziende interessate sono pregate di inviare la scheda d’adesione al fax 0444 994710 entro il 5° giorno antecedente la data di inizio del corso.

Per informazioni:Fondazione Giacomo Rumor - Centro Produttività VenetoTel. 0444 994700Fax 0444 994710 e-mail: info@cpv.org

sabato 6 ottobre 2007

Traduzioni gratuite on line dal russo e viceversa

Il servizio di traduzione offerto da Yandex.ru, uno dei principali motori di ricerca del web russofono, è, probabilmente, il miglior sistema di dizionari di russo disponibile on line. Il database dell'ottimo ABBY Lingvo comprende dizionari generici e specializzati multilingua, ed è integrato dall'accesso a diversi atlanti, enciclopedie e raccolte, per un totale di 62 strumenti linguistici e informativi consultabili. Interfaccia solo in russo, ma assai intuitivo, possibilità di scaricare i singoli vocabolari per lavorare off line.
Redazionale

Unione dognanale nella zona EURASES

A Dushanbe, capitale del Tagikistan, nell'ambito del summit della Comunità Economica Eurasiatica, sono state siglate le convenzioni quadro sulla creazione dell'unione doganale tra la Russia, il Kazakistan e la Bielorussia.
Costituito nel 2000, oggi l'EURASES riunisce la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Russia, il Tagikistan e l'Uzbekistan, mentre l'Armenia, la Moldavia e l'Ucraina godono dello status di osservatori. L'obiettivo dell'organizzazione consiste nel creare un unico spazio economico sul territorio degli Statti membri. Tale obiettivo è perseguito attraverso lo studio e la formazione di politche comuni negli ambiti dei trasporti, dell'energia, delle politche del lavoro, delle politche agricole.
Con l'odierna firma degli accordi sulla Commissione dell'Unione doganale, sulla Creazione dello spazio dognale comune, e del Protocollo sull'entrata in vigore degli accordi internazionali sul funzionamento dell'Unione doganale, si è assistito alla nascita della base normativa della futura Unione. Questa dovrà divenire operativa già dal 2010, garantendo una notevole liberalizzazione del regime di movimento di merci e servizi nei mercati interessati.