venerdì 12 ottobre 2007

Finanziamenti ed agevolazioni per chi investe in Kazakistan.

Per le imprese italiane che vogliono investire in Kazakistan il sistema bancario ha stanziato un plafond di 600 milioni di euro. Il 62% è destinato a operazioni a breve, mentre il rimanente 38% è allocato sul medio lungo termine.
Queste le cifre illustrate dall'Abi, in occasione della missione impreditoriale organizzata dall'associazione bancaria con Confindustria e Ice in concomitanza con la visita di stato del premier Romano Prodi ad Astana per incontrare il presidente Nursultan Nazarbayev. Il 49% del totale, pari a 279 milioni di euro, è già stato utilizzato. La distribuzione della disponibilità, di cui il 63% non prevede copertura assicurativa, riflette la natura della richiesta del finanziamento da parte delle imprese italiane che operano con il Kazakistan: più sbilanciata verso l'export a breve prevelentemente di beni durevoli e servizi. Le risorse sono a diposizione delle imprese che vorranno sftuttare le opportunità della seconda fase di privatizzazione del paese che sarà più incentrata sullo sviluppo dei settori industriali non oil. Per quanto riguarda la presenza del sistema bancario italiano in Kazakistan, nel paese é presente il Gruppo Unicredit che il 21 giugno scorso ha sottoscritto un accordo con alcuni azionisti privati per acquisire una quota di maggioranza in Jsc Atf Bank, attraverso Bank Austria Creditanstalt, responsabile all'interno del gruppo per le attività bancarie nell'Europa centro orientale. Al completamento dell'operazione la quota acquisita sarà dell'85% del capitale di quella che è la terza banca del paese dotato di un sistema bancario molto concentrato con 5 istituti che coprono l'85% del mercato. Un mercato che per il sistema delle banche è interessante soprattutto per attività di finanza strutturata le le attività delle aziende.

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