mercoledì 10 ottobre 2007

La Russia abolisce i divieti all’importazione dei vini moldavi

Martedì 9 ottobre. Mosca dà il suo placet all’importazione dei vini moldavi nel territorio della Federazione Russa. Al momento questa misura interessa 8 produttori vinicoli, ma a breve coinvolgerà il comparto nel suo complesso.
Le importazioni della produzione enologica moldava vennero bloccate nel marzo 2006, per il presunto mancato raggiungimento degli standard qualitativi. Un divieto analogo fu applicato anche alla produzione proveniente dalla Georgia. Tali misure ebbero un notevole impatto sulle economie delle piccole repubbliche, in cui il settore vinicolo occupa un ruolo preminente, con l’export fortemente orientato alla Russia, mercato storico che arrivava ad assorbire oltre l’80% delle bottiglie prodotte.

L’abolizione del divieto è stata formalmente raggiunta nel corso dell’ultimo summit CSI di Dushanbe, dopo che nel corso dell’estate 2007, i funzionari del Rospotrebnadzor (Ente federale di controllo dei diritti del consumatore e della sanità), avevano eseguito controlli sui 15 maggiori produttori moldavi, approvando 258 etichette campione sulle 301 analizzate.
Il ritorno dei vini moldavi sulle tavole russe è accompagnato da un aumento del loro prezzo medio rispetto al posizionamento precedente il bando del 2006. Per Valeri Mironesku, direttore generale dell’Agenzia agro-alimentare “Moldova-Vin”, gli aumenti riflettono la migliorata qualità del prodotto, dato che dovrebbero arrivare in Russia solo le bottiglie di categoria superiore.Il mercato del vino della Federazione ha ormai raggiunto una certa maturità e le preferenze del consumatore si orientano sul prodotto della fascia medio-alta. In particolare, riscuotono un successo sempre maggiore le produzioni del Sud America, che offrono un’eccellente qualità a fronte di prezzi competitivi.

È quindi difficile prevedere se le etichette moldave, che pure scontano un’immagine prodotto assai bassa, sapranno riconquistare le quote di mercato possedute prima dell’embargo russo. Ciò sia per l’evoluzione dei gusti, sia per numerosi competitors entrati in tutti i segmenti del mercato.
Certamente, esse non rappresenteranno il principale concorrente per il produttore italiano che, nonostante la forte crescita dei volumi degli ultimi anni, è ancora orientato alle fasce medio superiori e premium.

Redazionale.

Da materiale http://www.bbcrussian.com/ del 09-10-2007, http://www.newsru.com/, http://www.foodmarket.spb.ru/, http://www.rbc.ru/.

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