venerdì 15 febbraio 2008

Con ICE e Confagricoltura si va in Serbia e Romania

L’Istituto per il Commercio Estero e Confagricoltura, organizzazione degli imprenditori agricoli, riconfermano l’importanza di concretizzare sinergie tra le istituzioni pubbliche e le imprese e lanciano importanti opportunità di mercato e di investimenti diretti in un’Europa che cambia, in particolare in Serbia e Romania.
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“Con questo appuntamento abbiamo dato il via alle iniziative volte alla Serbia ed alla Romania, che oggi più che mai, rappresentano per gli imprenditori agricoli e dell’agroalimentare mercati di grande interesse, sia per l’export delle nostre produzioni, sia per nuovi investimenti”, spiega Giandomenico Consalvo, presidente di Confagri Consult, la società dedicata all’attività di internazionalizzazione costituita da Confagricoltura, e componente della giunta esecutiva dell’organizzazione.
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I progetti “gemelli” si prefiggono lo scopo di far conoscere agli imprenditori italiani le possibilità di realizzare investimenti diretti nei due Paesi, di creare e rafforzare rapporti con gli imprenditori italiani già operativi in Serbia e Romania, fornendo loro assistenza, e di promuovere l’export delle produzioni agroalimentari italiane verso quei mercati.
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Saranno quattro le principali azioni previste: realizzazione di missioni per imprenditori; attuazione di iniziative per la promozione delle produzioni agroalimentari italiane; apertura di sportelli informativi per le imprese; organizzazione di incontri divulgativi sul territorio italiano.
“Più attuale che mai - aggiunge Roberto Lovato, dirigente dell’Area agroalimentare Ice - l’interesse delle imprese agricole ed agroalimentari per i mercati e gli investimenti nei due Paesi Il Pil romeno, nei primi 9 mesi 2007, continua a crescere, + 5,8% sullo stesso periodo del 2006, fondamentalmente per l’incremento della domanda e l’aumento dei consumi finali interni. Questo incremento è significativo nel settore dei servizi ed in quello delle costruzioni, mentre l’agricoltura rimane il comparto meno produttivo, con una diminuzione del volume di affari del 18,3%. Nel 2006 il tasso di inflazione si è assestato al 6,6%, scendendo dal livello registrato ad inizio anno (12,5%). L’interscambio commerciale con i Paesi esteri è notevolmente incrementato”.
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Sulla base di quanto emerge dal seminario di ieri a Fieragricola a Verona, in sostanza, gli imprenditori agricoli italiani contribuiranno sicuramente a promuovere la crescita e lo sviluppo della Romania; d’altra parte, l’adesione all’Unione Europea e l’applicazione della politica agricola comune possono agevolare questo processo.
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L’economia serba, d’altro canto, mostra chiari segnali di crescita e, nel 2007, secondo le stime dell’Ente per la Statistica della Serbia, il Pil è aumentato del 7,5%, superando le previsioni dei principali istituti economici e confermando un trend che dura ormai da 8 anni. Nel 2007 il tasso di inflazione si è assestato al 10%. Il Governo serbo, confermato dalle recenti elezioni, sta attuando una politica proprio volta a creare condizioni favorevoli per gli investimenti esteri e ad incentivare collaborazioni e forme di partenariato con gli imprenditori degli altri Paesi.
“Tutto ciò - conclude Consalvo - fa comprendere quanto sia rilevante l’interesse a sviluppare collaborazioni tra l’Italia, la Romania e la Serbia: da una parte Paesi aperti ad accogliere professionalità e capitali esteri; dall’altra imprenditori agricoli impegnati a rafforzare le loro produzioni e le loro aziende”.
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Fonte: www.lombardia-pmi.it da materiali www.winenews.it

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