martedì 26 febbraio 2008

I MIG russi perdono quota

La norvegese "Odfjell" , uno dei più grossi armatori internazionali, ha risolto il contratto per la fornitura di 12 navi tanker con i cantieri russi "Sevmash", per inadempimento contrattuale.
In particolare, il committente norvegese, lamenta i significativi ritardi nella consegna delle navi, nonché un ingiustificato aumento dei costi, cha ha fatto lievitare il valore del contratto dai 500 ai 544 milioni di dollari USA.
Non è la prima volta che la "Sevmash" manca a soddisfare le esigenze della controparte: analoghi problemi legati alla qualità ed alle tempistiche della realizzazione erano sorti nel 2007, per una commessa di oltre 1.5 milardi di dollari della marina militare indiana.
La mossa dei norvegesi segue di poche settimane la decisione dell'Algeria di restituire alla Russia 15 caccia MIG-29, a causa della scarsa qualità dei componenti e di un assemblaggio sommario.
Per gli esperti di settore, tale situazione non deve destare sorpresa. Dopo il crollo dell'URSS e per tutti gli anni '90, le industrie pesante e bellica russe hanno sofferto una cronica mancanza di finanziamenti. Ciò ha condotto all'obsolscenza degli impianti produttivi, ma, cosa ben più grave, alla perdita del know-how costruttivo e all'esaurirsi della manodopera specializzata, indespensabile nei processi produttivi ad elevata complessità. Se la Russia vorrà conservare il proprio posto di secondo esportatore di armamenti al mondo, nonchè lo stesso status di potenza militare, dovrà iniettare nel settore investimenti e risorse umane immensi.
Redazionale, da materiale http://www.bbcrussian.com/

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