martedì 19 febbraio 2008

Un ettaro di terra in Russia? Lo compri con 100 rubli (meno di 3 Euro)

Una cronica mancanza di lavoro, il dilagante alcolismo, l'impotenza dello Stato e l'assenza di fiducia nel futuro, costringono gli abitanti delle aree rurali della Russia a svendere per pochi spiccioli i propri appezzamenti terreni. Lo rende noto la BBC.
Molti villaggi della campagna russa somigliano a città fantasma, popolate solo da anziani che sopravvivono sulla soglia della povertà, accontendadosi di pensioni che non arrivano ai 100 euro mensili. Il boom dei petrolodollari e la crescita di benessere non arrivano in questi angoli sperduti della Russia di Putin.
Questa realtà si trasforma in terreno fertile per gli speculatori, che rastrellano le regioni più depresse del paese alla ricerca dell'ettaro in saldo. Le loro offerte sono sempre minime, ma molti, soprattutto i più anziani, non possono che cedere di fronte alla prospettiva di un introito extra in contanti, seppure di entità irrisoria.
Le autorità locali tentano di intervenire, attraverso campagne di sensibilizzazione e sportelli al cittadino, ma non possono impedire le transazioni, trattandosi, formalmente, di regolari trasferimenti della proprietà privata.
Gli appezzamenti terreni vennero distribuiti alla popolazione rurale al principio degli anni '90, dall'ammnistrazione di Boris Eltsin. Tuttavia, la mancanza di investimenti, la difficile congiuntura economica, l'abbandono dalle campagne da parte dei giovani e dei più attivi elementi della società, resero impossibile la rinascita del piccolo imprenditore agricolo. Inoltre, la fruibilità dei terreni così concessi è subordinata dalla legge alla sua destinazione produttiva: molti optano per la svendita di fronte all'ipotesi dell'espropriazione.
Il presidente uscente Putin ha già anticipato che le problematiche del settore agricolo e della proprietà terriera saranno poste al centro del suo (probabile) premierato. La necessaria riforma degli organismi competenti in materia, dovrà accompagnarsi ad una più certa attuazione della base normativa esistente.
Va comunque osservato, che i numerosi problemi della campagna russa non fermano gli investimenti stranieri. Dopo l'adozione del Codice della terra, la normazione del settore agricolo ha acquisito un maggior grado di certezza, come testimoniato dall'entrata nel mercato di alcuni grossi investitori europei ed americani, ma anche dall'esprienza di alcuni coraggiosi connazionali con tanto spirito pionieristico.
La scarsa meccanizzazione e l'assenza di manodopera qualificata sono ampiamente compensate dal costo della terra, anche quando non si scade nella speculazione.
Redazionale, da materiale www.bbcrussian.com
(A breve, http://4exp.blogspot.com, dedicherà ampio spazio ai temi della base normativa e dell'investimento nel settore primario in Russia.)

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