lunedì 19 maggio 2008

Stime PIL: la Russia cresce, l’Est Europa rallenta.

La Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha rivisto al rialzo le stime del PIL russo per il 2008. La notizia è riportata dalle principali agenzie stampa.
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Tale previsione si discosta dalle analisi effettuate per le altre economie dell’area CIS e per gli Stati dell’Europa orientale, più colpite dagli effetti della crisi dei subprime.

In particolare, per la Federazione Russa si prevede una crescita del PIL pari a 7 p.c., a fronte della stima precedente del 6,9 p.c., mentre per l’Ucraina si è stimato uno decremento dei ritmi di sviluppo dai 6 ai 5,5 punti percentuali su base annua. Più influenzate dalla congiuntura internazionale risultano essere l’economia del Kazakistan, che vede una flessione nella crescita dai 8,5 ai 5,1 punti percentuali e quella del Tagikistan che, anche a causa di un inverno particolarmente rigido, crescerà solo dello 4,1 p.c., a fronte del 9 p.c. ipotizzato in precedenza.

La BERS ha rilevato come la crisi internazionale del credito e il rallentamento dell’economia globale abbiano, sinora, avuto un effetto contenuto sulle economie dell’area post-sovietica, ma che, a medio lungo termine, il decremento della domanda da parte degli Stati UE e degli USA e la contemporanea riduzione degli investimenti esteri potranno ripercuotersi anche nella regione est europea.

Già oggi, le economie più integrate nell’area Euro, stanno sperimentando un drastico ridimensionamento della crescita. Così, nel primo quadrimestre del 2008, il PIL dell’Estonia è aumentato dello 0,4 p.c., a fronte dello 4,8 p.c. dell’ultimo quadrimestre 2007, mentre in Lettonia si è attestato sul valore del 3,6 p.c. – un crollo rispetto all’11,2 p.c. del periodo corrispondente del 2007.

Tuttavia, per gli analisti della BERS, il pericolo più grave ed attuale per le economie della regione, continua ad essere l’accelerazione delle spinte inflazionistiche che, qualora non affrontate nel breve termine, renderanno inevitabile, un domani non lontano, l’adozione di misure decise e dolorose nella politica monetaria e del credito.

L’Ucraina, con un’inflazione su base annua ormai superiore al 30 p.c. è il campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Redazionale, da materiali www.finmarket.ru, www.rian.ru

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