giovedì 30 aprile 2009

Macedonia: i salari netti sono cresciuti del 28% a/a a febbraio

Il salario netto medio è cresciuto di un reale 28% a/a a 19.598 MKD (319 EUR) a febbraio a fronte di un incremento del 24% a/a registrato a gennaio, secondo i dati diffusi dall’Ufficio statistico macedone.

Il salario netto medio è salito di un nominale 28,9% a/a a febbraio, accelerando di 2,8 p.p. dal mese precedente. Il salario lordo medio è incrementato di un reale 15,3% a/a a 29.433 MKD a febbraio, rispetto all’aumento in termini reali del 5,1% a/a a gennaio. In termini nominali, i salari lordi sono aumentati del 16,1% a/a a febbraio, mese in cui il 2,8% dei dipendenti nel Paese non hanno ricevuto alcun compenso, a fronte del 9,5% per lo stesso periodo dell’anno scorso. L’attuale contributo pensionistico nel paese è del 19%, inferiore di 2,2 punti percentuale rispetto al 2008. L’indicatore scenderà al 16,5% nel 2010 e al 15% entro il 2011.

La Macedonia, grazie alla raggiunta stabililtà politica, efficiente sistema di agevolazione agli investimenti, bassi costi della produzione e delle utenze, posizione strategica al crocevia di due corridoi transeuropei, si pone oggi come una delle destinazioni più interessanti per la realizzazione di investimenti esteri. Per maggiori informazioni, Vi invtiamo a scriverci all'indirizzo servizi@russiaexport.org.

Russia Export, da materiali www.informest.it

mercoledì 29 aprile 2009

Le Repubbliche baltiche piegate dalla crisi

La crisi economica internazionale ha coinvolto tutte le economie europee, ma le tre Repubbliche Baltiche – la Lituania, l’Estonia e la Lettonia – stanno pagando un prezzo particolarmente alto in termini di PIL, produzione industriale e scambi con l’estero.

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia statistica lituana, l’economia della più grande repubblica baltica ha subito una contrazione del 12% nel primo trimestre del 2009, mentre su base annua è prevista una contrazione del 10,5%.

Qualora confermati, tali valori rappresenterebbero la peggiore performance di Vilnius dal 1995, anno a cui risalgono le prime rilevazioni ufficiali. La Lituania iniziò a risentire degli effetti della crisi già nel 2008, terminato con una crescita del PIL del 3%, ben lontana dagli eccezionali risultati del 2007 (+8,9% PIL).

Per gli analisti di settore, anche l’economia estone decrescerà di oltre 12% nel 2009, mentre ancora meno rosee sono le prospettive del sistema lettone, per il quale è ipotizzato un calo di oltre il 15% su base annua.

In particolare, la Lettonia, che negli anni della crescita ha puntato molto sullo sviluppo del settore finanziario e del mercato immobiliare, ha dimostrato fragilità strutturali con il propagarsi della crisi in questi segmenti. Il governo di Riga ha chiesto un pacchetto di aiuti internazionali di oltre 7.5 miliardi di euro; 1.62 miliardi sono già stati ottenuti dal Fondo Monetario Internazionale.

La partecipazione all’UE, il legame delle valute nazionali all’euro e la forte esposizione del sistema creditizio scandinavo nell’area, lasciano supporre che le economie delle tre Repubbliche Baltiche eviteranno danni strutturali a lungo termine. Certo è che, nei prossimi mesi, esse saranno costrette ad adottare politiche dolorose, tra cui la diminuzione della spesa pubblica e il probabile inasprimento della pressione fiscale.

Aspettando la ripresa, la contrazione delle economie baltiche offre opportunità interessanti per gli investitori sul mercato immobiliare: tra proprietà di prestigio nelle bellissime capitali Vilnius, Riga e Tallinn, residenze nelle località di villeggiatura sul mar Baltico e spazi commerciali nelle maggiori città, molte possono essere le occasioni per investimenti di qualità.

Russia Export, da materiali www.bbcrussian.com

Il certificato di conformità nel sistema GOST-R

Il certificato di conformità, ovvero il certificato sulla qualità del prodotto, è il documento attestante la corrispondenza di prodotti e servizi ai requisiti qualitativi stabiliti in atti di natura normativa. Il certificato GOST-R costituisce lo standard della certificazione di conformità nel sistema russo, alla stregua del sistema ISO-9000 vigente nei paesi occidentali.

Tale tipologia di certificazioni è di particolare rilievo, interessando in maniera tassativa oltre il 70% delle merceologie prodotte in Russia, ovvero importate nella Federazione Russa. Naturalmente, il certificato di conformità può essere richiesto e ottenuto anche su base volontaria, per categorie merceologiche non soggette alla certificazione obbligatoria, al fine di attestarne la qualità.

Le merceologie soggette alla certificazione obbligatoria nel sistema GOST-R, come le modalità di ottenimento della certificazione, sono stabilite dalla legge. Le procedure operative, i costi e i tempi presentano differenze notevoli per le distinte categorie di prodotto, potendo essere sufficienti anche pochi giorni per l’espletamento della pratica.

Per i prodotti importati in Russia, nella procedura della certificazione GOST-R, dovranno essere presentati dal produttore estero i seguenti documenti principali:

- copia del contratto di compravendita
- fattura pro-forma
- descrizione del prodotto
- certificati di conformità del paese d’origine (se disponibili)
- delega del produttore al soggetto russo all’attuazione delle procedure di certificazione

Altri requisiti ed adempimenti sono previsti a carico dell’importatore operante sul territorio della Federazione Russa. Tutta la documentazione deve essere presentata in lingua russa; documenti integrativi potranno essere richieste per determinate categorie merceologiche (ad esempio alimentari, abbigliamento, giocattoli ecc.).

I certificati di conformità, come ulteriori certificati previsti dalla normativa russa, possono essere spesso ottenuti già nel paese del produttore, prima dell’avvio delle operazioni di esportazione verso la Russia. Diversi enti accreditati dalle autorità di Mosca sono presenti anche in Italia, potendo offrire un servizio completo alle aziende esportatrici, dalla predisposizione della documentazione in lingua, al disbrigo delle pratiche certificatorie.

Russia Export

martedì 28 aprile 2009

Interventi a sostegno dell'internazionalizzazione

La Camera di commercio di Bologna promuove un bando per progetti di penetrazione commerciale sui mercati esteri, compresi quelli diretti alla definizione di accordi produttivi e/o commerciali, finalizzati all'attivita' di importazione.

Sono ammesse le piccole e medie imprese che:

  • siano attive al momento della presentazione della domanda;
  • abbiano la sede legale nella provincia di Bologna, regolarmente denunciata
  • all’Ufficio Registro delle Imprese della CCIAA di Bologna;
  • siano in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.

Il progetto, per essere finanziabile, deve:

  • riguardare uno o massimo due Paesi confinanti;
  • comprendere almeno 3 azioni tra le 7 indicate;
  • prevedere costi ammissibili per almeno 6.000,00€, al netto dell’IVA e delle analoghe imposte estere.
Il periodo di ammissibilità delle spese (fatturate e integralmente pagate nel periodo) parte dal 1° giugno 2008 e termina il 31 maggio 2009. Il contributo è in conto capitale ed è pari al 50% delle spese ammissibili, con un limite massimo erogabile di 5mila euro.Le domande devono essere inviate entro il 31 maggio 2009. Per prendere visione del bando completo clicca qui.

Fonte: www.emiliaromagna-pmi.it, da materiali Agevolazioni.telematicaitalia.it

lunedì 27 aprile 2009

Bulgaria: meno care le case nel primo trimestre 2009

Il costo medio delle abitazioni in Bulgaria (nei capoluoghi distrettuali ed in alcuni insediamenti minori nel distretto di Sofia) è diminuito dell’8,4% a/a e del 12,4% t/t, arrivando a 608,8 euro (1.1907 BGN) per metro quadro.

Secondo i dati statistici ufficiali, i prezzi si sono quindi contratti per il secondo trimestre consecutivo. Tutti i centri distrettuali hanno visto una correzione al ribasso dei costi delle proprietà. Il prezzo medio più altro è registrato a Varna, la terza città del Paese, con 1.982,2 BGN nei primi tre mesi dell’anno, con un calo del 5,7% rispetto al trimestre precedente e del 5,6% sul periodo gennaio-marzo 2008. Allo stesso tempo, i costi maggiori, quelli osservati nella capitale Sofia, sono diminuiti del 16,6% t/t e dell’8,5% a/a.

Fonte: www.informest.it

venerdì 24 aprile 2009

Montenegro: dalla Banca mondiale sostegno ad agricoltura e sviluppo rurale

La Banca mondiale ha deciso di sostenere il governo montenegrino con un prestito di 15,7 mln di dollari nel suo impegno nei settori dell’agricoltura sostenibile e dello sviluppo rurale.

Il prestito ha una maturità di 11 anni e mezzo ed un periodo di grazie di 5 e mezzo. Inoltre, sempre secondo quanto comunicato dall’organizzazione internazionale, la Banca assegnerà al Paese un Global Environment Facility Grant da 5 mln di dollari. I finanziamenti andranno a sostenere direttamente agricoltori, imprenditori, società civile ed operatori turistici nella protezione delle risorse idriche, nella prevenzione dell’erosione del suolo, nel miglioramento della gestione delle acque e nella rigenerazione dei pascoli. Inoltre, si prevede che parte dei fondi verrà assegnata attraverso modalità di cost sharing agli agricoltori ed alle aziende che effettuano lavorazioni alimentari per modernizzare le loro strutture e diventare maggiormente competitivi.
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Fonte: www.informest.it

giovedì 23 aprile 2009

Italia-Russia: rapporti sempre più forti in settori strategici

Il 16 febbraio si è svolta a Roma la X Sessione del Consiglio Italo-Russo per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria. I lavori sono stati presieduti dal Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e dal Vice-Primo Ministro e Ministro delle Finanze, Alexei Kudrin.

In questa sede è stata sottolineata la vivacità dei rapporti italo-russi, che si concretizzano in importanti accordi e investimenti in settori strategici: per l'energia, quello tra ENI e GAZPROM, che prevede la realizzazione del gasdotto "South Stream"; per il siderurgico, quello stretto tra la russa Mechel e l'italiana Danieli, sull'ammodernamento dello stabilimento di Cheliabinsk. Sempre in campo energetico, si è posto l'accento sul cospicuo investimento di ENEL in Russia.

Anche l'operato di Finmeccanica non è passato inosservato: sono allo studio progetti di cooperazione tra la società italiana, la Grandi Stazioni e le Ferrovie Russe (RZHD), inoltre, Finmeccanica trarrà benefici dall'autorizzazione concessa ad Alenia Aeronautica per l'acquisto del 25% del capitale della Scac (Sukhoi Civil Aircraft Company), il braccio civile di Sukhoi. ESAOTE (attrezzature biomedicali) ha annunciato che intende investire sempre di più nei già solidi rapporti con i partner russi.

Durante il Consiglio è stata apprezzata l'efficacia nell'attività svolta dal Comitato Imprenditoriale Italo-Russo, co-presieduto dal Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa Rosario Alessandrello, a cui è stato riconosciuto un ruolo importante per il concreto sviluppo della cooperazione economica bilaterale. In questa occasione sono state illustrate le conclusioni raggiunte dagli otto gruppi di lavoro in cui si articola il Consiglio, che hanno raccolto le voci degli operatori italiani e russi nei diversi settori: imprenditoriale, bancario, finanziario, agricolo, trasporti, alte tecnologie, turismo.

Tra le principali istanze rilevate, rimarchiamo il rafforzamento di strumenti e meccanismi ad hoc per facilitare la realizzazione degli investimenti italiani in Russia e russi in Italia, garantendo tempistiche e condizioni operative adeguate agli imprenditori; la semplificazione delle procedure relative ai permessi di lavoro, ai visti, alle certificazioni e soprattutto alle dogane. Come emerso in sede di dibattito, il forte aumento del flusso di merci e persone sta subendo la pressione di un sistema di norme inadeguato, la cui permanenza rischia di comprimere l'interscambio tra i due Paesi.

Russia Export, da materiali www.italplanet.it, di Michele Brustia, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo-Russa

mercoledì 22 aprile 2009

La crisi finanziaria e la Russia

Per valutare le ricadute della crisi sull'economia russa, è necessario partire dal contesto in cui questa si trovava quando sono iniziati il crollo dei corsi azionari, la svalutazione del rublo nei riguardi del dollaro USA e la ripresa della fuga dei capitali. L'economia cresceva ad un tasso attorno all'8% nel primo semestre del 2008 facendo seguito alla stessa crescita di tutto il 2007. I salari reali hanno registrato tassi di crescita consistenti: +17,2% nel 2007 e +9,7% nel 2008.

In questo contesto, il mercato azionario russo è stato contagiato dalla crisi finanziaria internazionale e ha scatenato una corsa degli investitori occidentali alla liquidità, portandoli a disinvestire sul mercato russo – cosa che ha determinato un calo della Borsa oltre il 70% – e ad esportare i capitali disinvestiti. Inoltre l'impatto del calo del prezzo del petrolio ha interessato anche la svalutazione del rublo di circa il 30% nei confronti del paniere bivalutario di riferimento (55% $ USA e 45% Euro). Alle Autorità russe non fanno comunque difetto le risorse: alla fine del 2008 le riserve valutarie erano circa 427 miliardi di $ USA, in calo di 150 miliardi rispetto a fine 2007, ma ancora equivalenti a poco meno del 30% del PIL. Il governo è intervenuto con misure di sostegno, la cui dimensione è anche più ampia di quelle adottate nei principali Paesi industrializzati.

Le misure di sostegno possono essere suddivise tra quelle di politica monetaria e quelle di politica fiscale. I suddetti interventi sorreggeranno la crescita economica nel 2009 che, comunque, secondo le previsioni del governo russo, avrà una flessione attorno allo 0,2%. A frenare il pessimismo sulle prospettive economiche intervengono tuttavia altri fattori: il crollo della borsa ha indebolito pesantemente gli "oligarchi", ma in misura modesta la classe media sorta con il boom economico degli ultimi dieci anni. In Russia, infatti, oltre 60 milioni di persone hanno oggi un reddito superiore ai 15.000 $ USA e il Paese presenta un'attrattività rafforzata dalla forte profittabilità degli investimenti diretti esteri. Si ritiene che questi due fattori sosterranno tanto la modernizzazione economica quanto l'integrazione della Russia nell'economia internazionale. Il governo ha altresì annunciato di attivare i vari progetti per l'ammodernamento delle infrastrutture del Paese ed incrementare il numero dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni: la necessità di intervenire sulle infrastrutture del Paese è stata menzionata anche dal Presidente Putin in occasione del discorso tenuto a Davos.

Da quanto detto, e al di là delle ricadute negative della crisi finanziaria e dell'attuale calo del prezzo del petrolio (50$ al barile fa da spartiacque per il bilancio federale della Russia), l'economia russa può mostrare prospettive di medio termine ancora incoraggianti.

Russia Export, da materiali www.italplanet.it (L'EDITORIALE di ROSARIO ALESSANDRELLO, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa)

Russia: gli oligarchi contano le perdite

Il settimanale Forbes ha pubblicato la propria graduatoria delle persone più agiate della Russia. Rispetto al 2008, i cento “oligarchi” d’oro hanno visto diminuire la propria ricchezza complessiva di 380 miliardi di dollari, arrivando a valerne “solo” 142. Drasticamente ridimensionato anche il numero di patrimoni superiori a un miliardo, passati dai 110 del 2008 ai 32 di oggi. Mosca ha quindi ceduto lo scettro della capitale dei miliardari, ritornato alla statunitense New York.
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Sul gradino più alto troviamo Mikhail Prokhorov, presidente del gruppo “Oneksim”, che ha saputo conservare un capitale di 9.5 miliardi di dollari, grazie alla cessione della quota nel gigante del settore minerario “Noriliski Nikel”, appena prima dello scatenarsi della crisi finanziaria.

Tuttavia, anche Prokhorov, che l’anno scorso non salì sul podio nonostante un patrimonio di 22.5 miliardi, ha perso molto in questi “mesi terribili” per l'economia russa. Come ha perso Roman Abramovich, cui sono bastati 8.5 miliardi per garantirsi il secondo posto, a fronte dei 22.4 che nel 2008 lo costringevano alla terza posizione. Chiude il podio Vaghit Alekperov con 7.8 miliardi e una contrazione limitata a 6.5 rispetto a 12 mesi fa.

Ma chi ha pagato il prezzo più salato è il proprietario della holding RusAl, Oleg Deripaska. Nel 2008 il suo impero valeva quasi 30 miliardi di dollari, con attività diffuse in tutto il mondo, tra cui l’Italia. Oggi, con il crollo delle quotazioni delle materie prime, stretto nella morsa dei creditori internazionali, Deripaska è scivolato al 10 posto della classifica, avendo perso quasi il 90% del proprio capitale.

Russia Export, da materiali www.bbcrussian.com

martedì 21 aprile 2009

Bielorussia: Lukashenko riceve l'invito dall'Europa

Il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, ha ricevuto l'invito per partecipare al prossimo summit UE, in programma a maggio. L'invito è stato formulato dal ministro degli esteri della Repubblica Ceca, presidente di turno dell'Unione Europea.

Il leader bielorusso, noto per propria gestione autoritaria e una marcata intolleranza per le voci di dissenso politico, era stato dichiarato persona non grata nello spazio europeo a seguito delle elezioni presidenziali del 2006, ritenute non conformi ai canoni democratici dall'assoluta maggioranza degli osservatori indipendenti.
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Tuttavia, negli ultimi mesi, Minsk ha ammorbidito la propria linea nei confronti dell'opposizione, rimettendo in libertà alcuni detenuti politici e mostrando significative aperture all'UE sul fronte delle riforme.

Con un'economia arretrata e fortemente orientata al mercato russo, la Bielorussia vuole diversificare il portfolio dei propri partner, sia per avviare un indispensabile ammodernamento del tessuto produttivo, che per diminuire la propria dipendenza da Mosca.

Ancora prima del summit UE, Lukashenko potrebbe effettuare una vista nella nostra penisola, su invito dello Stato del Vaticano - questo sarebbe il primo viaggio ufficiale del presidente bielorusso, dopo anni di ostracismo internazionale.

Russia Export, da materiali www.bbcrussian.com

A Sofia il primo Expo "Franchising e Imprenditoria"

A Sofia, dal 3 al 5 settembre 2009, presso l'Inter Expo Center, si terra' il primo Expo "Franchising&Imprenditoria", manifestazione in cui si incontreranno aziende ed investitori provenienti dall'Europa, dall'Europa orientale e dai Balcani.
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La Bulgaria, piccola Nazione nei Balcani, è in una posizione geografica strategicamente importante in quanto crocevia tra mondo Occidentale ed Orientale.

Per questo motivo, fin dalla caduta del comunismo ed, attualmente, con l’ingresso della Bulgaria nell’UE, diverse importanti Istituzioni internazionali hanno promosso programmi di miglioramento e di cooperazione nei più svariati settori, dalle infrastrutture, alla sanità, alla legislazione, all’industria, ecc…, mentre le più grandi multinazionali ed aziende di tutto il mondo hanno operato per conquistare il mercato locale.

Il primo Expo “ Franchising&Imprenditoria “ può fornire l’occasione di trovare il Master Franchise cui siete interessati in relazione alle crescenti possibilità offerte da mercati di diverse Nazioni dell’Est Europa e dei Balcani in rapido sviluppo.

Per maggiori informazioni clicca qui.

Fonte: www.emiliaromagna-pmi.it da materiali Franchise-net.it

giovedì 16 aprile 2009

Russia: forte rallentamento della produzione industriale nel primo trimestre

Secondo il RosStat, l'Uffico statistico della Federazione Russa, la produzione industriale russa è diminuita del 14,3% su base annuale nel corso del primo trimestre del 2009.

Nel solo mese di marzo, la produzione è scesa del 13,7% rispetto allo stesso mese del 2008, dopo dei cali a febbraio e gennaio, rispettivamente, del 13,2% a/a e del 16% a/a, mentre in termini mensili c’è stata una crescita dell’11,1%.

Nel 2008 la crescita della produzione industriale è stata del 2,1% a/a, mentre nel 2007 si era attestata al 6,3% a/a. Nei primi tre mesi di quest’anno, il settore estrattivo è sceso del 4,8% a/a, l’industria di trasformazione del 20,8% a/a e la produzione e distribuzione di elettricità, acqua e gas del 5,1% a/a.

In particolare, l’estrazione di carbone è diminuita del 19,7% a/a, quella di petrolio e di gas condensato dell’11,3% a/a, quella di gas naturale del 14,7% a/a. L’energia prodotta dagli impianti nucleari e termici è calata, rispettivamente, del 5% a/a e del 18,8% a/a, mentre quella generata dalle centrali idriche è aumentata del 10,3% a/a.

Il calo della produzione industriale in Russia è in linea con i dati relativi alle economie della zona euro. Secondo la maggiora parte degli esperti di settore, la fase più critica della crisi è stata già superato, e il sistema produttivo russo inizia a mostrare i primi segni di ripresa.

Fonte: www.informest.it

Russia: firmati contratti cooperazione economica con Turchia

La Russia e la Turchia hanno convenuto di facilitare e velocizzare i contatti di affari e le procedure per i visti per gli imprenditori. Lo rende noto l'agenzia informativa russa RIA Novosti, riprendendo l'ultimo incontro tra i presidenti delle due nazioni, avvenuto a Mosca in febbraio.

Il presidente turco ha detto che il commercio bilaterale annuale, che ha superato i 30 miliardi di dollari l'anno scorso, può crescere fino a 50 miliardi di dollari nel prossimo futuro, nell'interesse di entrambe le nazioni.

Mosca ed Ankara hanno convenuto che l'energia è una sfera strategica nella cooperazione bilaterale, e che in questo settore esiste un potenziale di crescita. La Turchia riceve il 65 per cento circa del proprio gas dalla Russia, che arriva attraverso l'Ucraina e il Mar Nero.

Fonte: Pianeta Russia, www.portalino.org, by Elena Arena, da materiali http://en.rian.ru

mercoledì 15 aprile 2009

Uzbekistna: a Navoi nasce una free zone economico - industriale

La città di Navoi, centro amministrativo della Regione e della Repubblica dell'Uzbekistan, ha deciso di ospitare una free zone per gli imprenditori che saranno così esentati dal pagamento delle tasse sui terreni, sulla proprietà e sui propri profitti. L'area ad essa destinata avrà un'estensione di circa 564 ettari.

L'area libera sarà coordinata da autorità governative e da un Directorate. In essa saranno incrementate le attività nei seguenti settori: tessile, calzaturificio, agroalimentare, chimico, petrolchimico, farmaceutico, materiale da costruzione, elettrotecnica, telecomunicazione con l'utilizzo di nuove tecnologie e lo sfruttamento di materie prime locali. Da qui è possibile scaricare un dettagliato articolo in lingua inglese redatto dal Ministero degli Esteri della Repubblica dell'Uzbekistan.
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Fonte: www.ciuz.info

La Russia accelera sull'unione doganale

L’Unione doganale tra la Russia, la Bielorussia e il Kazakistan potrebbe essere realizzata già in ottobre. Tale auspicio è stato espresso dal ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, che ha individuato nella creazione dell’unione doganale tra i tre paesi una delle direttrici fondamentali della politica estera della Federazione Russa.
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L’accordo quadro sulla creazione di un’unione doganale tra la Russia, la Bielorussia e il Kazakistan è stato sottoscritto ancora nel 1995. Nel 2008, nell’ambito dell’EurAses, tra i tre Stati è stato sottoscritto il protocollo sull’attuazione dell’accordo quadro nel periodo 2008-2010.
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L'unione doganale rappresenta un tipico esempio di accordo di commercio preferenziale (su base regionale), tra Paesi. Tra gli Stati aderenti ad una unione doganale, vengono abbattute le barriere commerciali che impediscono la libera circolazione delle merci e viene istituita una tariffa doganale esterna comune. E’ altresì prevista l’adozione di un codice doganale unico e di un sistema itegrato di regolamentazione non tariffaria.
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In una prospettiva a medio termine, è ipotizzabile l’adesione all’unione doganale così costituita anche del Kirghizistan, del Tagikistan e dell’Uzbekistan, giàmembri dell’EurAses.
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RussiaExport, da materiali www.rian.ru

martedì 14 aprile 2009

Bulgaria: crolla il prezzo dei terreni edificabili

Le quotazioni dei terreni edificabili nella capitale bulgara Sofia, hanno segnato un decremento medio del 30% dall’inizio della crisi economica.

Mentre hanno tenuto le aree di maggior prestigio nel centro della città (-10%), nelle zone periferiche di Sofia la contrazione dei prezzi è stata pari a 40-45%, con il costo del metro quadro edificabile fermo sul valore 70-80 euro.

La significativa riduzione del prezzo del terreno sul mercato immobiliare della Bulgaria è imputabile alla contrazione della domanda e alla significativa riduzione degli investimenti esteri nel settore edilizio.

Per conoscere le opportunità di investimento sul mercato immobiliare della Bulgaria, della Russia e degli altri paesi dell'europa Orientale, vi invitiamo a visitare il nostro portale dedicato al mercato immobiliare.

RussiaExport, da materiali RussiaRes

lunedì 13 aprile 2009

Missione economica veneta in Ucraina

Il Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto organizza una missione economica in Ucraina. L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire alle aziende venete l’occasione di entrare in contatto con partner selezionati delle città di Odessa e Kiev in Ucraina.
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La missione è essenzialmente rivolta ai seguenti settori, che presentano attualmente le maggiori opportunità di business: materiali e macchinari, per l’edilizia, sistema casa, horeca – hotel, ristorazione, catering, macchinari e tecnologie per l’agricoltura. Richieste di partecipazione provenienti da aziende di comparti diversi saranno valutate con le controparti in loco caso per caso. Per ogni azienda veneta sarà predisposta un’agenda personalizzata d’incontri bilaterali presso le controparti ucraine, preventivamente individuate secondo le esigenze dell’operatore veneto. Sarà inoltre realizzato un pacchetto viaggio comune a tutta la delegazione imprenditoriale, comprensivo di volo aereo, alberghi, spostamenti, interpretariato.

Scadenze: le adesioni vanno presentate entro il 20/04/2009
Per informazioni: CENTRO ESTERO VENETO, fax: 041 2526210, e-mail: marketing@centroesteroveneto.com
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Fonte: www.informest.it

Indesit Russia – investimenti rimandati per colpa della crisi.

Il gruppo italiano Indesit ha deciso di posticipare la costruzione di un nuovo impianto produttivo in Russia. Tale scelta è stata resa nota da Andrea Merloni, vicepresidente della società.
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La Indesit possiede una presenza molto forte nella Federazione Russa, dove opera attraverso due fabbriche nella Zona economia speciale di Lipetsk, nella parte centro-meridionale del paese. Gli impianti attuali, supportati da un certo logistico dedicato, possiedono una capacità annua di 1.5 milioni di frigoriferi e 1.1 milioni di lavatrici.
Il forte calo della domanda degli ultimi mesi ha reso necessario l’interruzione della produzione nelle capacità esistenti e non si escludono ulteriori blocchi dell’attività. Secondo gli analisti di settore, il mercato degli elettrodomestici bianchi in Russia, potrebbe subire una contrazione del 40-50% nel corso del 2009.

Tuttavia, a differenza di alcuni concorrenti europei, il gruppo Indesit non intende procedere al ridimensionamento dei propri impianti esistenti in Russia, dove ha saputo divenire leader del mercato di riferimento, rappresentando, altresì, una delle storie di maggior successo nel novero degli investimenti diretti esteri all’ombra del Cremlino.
La Russia e gli Stati CSI contribuiscono al 25% del fatturato del gruppo di Fabriano, rappresentando il suo mercato strategico. Forti dell’esperienza acquisita, i vertici aziendali intendono replicare il modello russo anche in Cina, Brasile e India. Una volta superata la crisi, naturalmente.

RussiaExport, da materiali www.rian.ru

sabato 11 aprile 2009

Lettonia: partecipazione a Riga Food

Il Riga Food 2009 in programma nella capitale lettone dal 9 al 12 settembre prossimi è da anni la fiera di settore più importante nel campo alimentare.
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La quattordicesima edizione dell’evento, ha visto la partecipazione di operatori provenienti da ben 37 paesi. Benché aperta anche al pubblico, il Riga Food da sempre registra tra i professionisti dei settori della distribuzione commerciale, della ristorazione, dell’ospitalità e del catering la grande maggioranza dei suoi visitatori.
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La grande novità dell’edizione 2008 è stata il seminario dedicato esclusivamente agli operatori professionali:i partecipanti hanno potuto approfondire ed apprezzare la conoscenza delle eccellenze del made in Italy presenti in fiera e delle rispettive regioni italiane di provenienza. Anche per l’edizione 2009 è prevista l’organizzazione di un seminario, arricchito nei contenuti e ulteriormente perfezionato sotto il profilo tecnico per venire incontro alle numerose richieste pervenute da parte delle aziende espositrici.


Scadenze: le adesioni vanno presentate entro il 30/04/2009.
Per informazioni:
Lucca Promos, fax: 070 6401128,
e-mail: valentina.cugusi@fieredelbaltico.it, toucheconsulting@tiscali.it
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Fonte: www.informest.it

venerdì 10 aprile 2009

Analisi del mercato immobiliare nelle principali città russe

Il valore complessivo del mercato immobiliare nelle 14 città principali della Russia è diminuito di 1,9 trilioni di rubi (330 miliardi di dollari), nel primo trimestre del 2009. Tale dato emerge da un’indagine di settore del’centro analitico GED Analytics.

L’indagine ha preso in esame tutte le tipologie di proprietà residenziali offerte sul mercato residenziale secondario di Mosca, San Pietroburgo, Kazan, Novosibirsk, Ekaterinburg, Nizhni Novgorod, Samara, Omsk, Chelyabinsk, Rostov sul Don, Ufa, Perm’, Volgograd e Kransojarsk.

Il prezzo medio nelle 14 metropoli russe considerate è stato pari a 94,3 mila rubli al metro quadro (circa 2.100 euro). Mosca, con un prezzo medio di 153 mila rubli (3.400 euro), si conferma come la città più cara della Russia, seguita dalla “capitale del Nord”, San Pietroburgo (76,0 mila rubli al metro quadro, pari a 1.700 euro). Decisamente distanziate le altre grandi città della Federazione Russa, con Kazan e Omsk fanalini di coda, grazie alle quotazioni di poco inferiori ai 40 mila rubli al metro quadro (860 euro).

Nel primo trimestre del 2009, il prezzo medio in rubli del metro quadro ad uso residenziale è diminuito del 7% su base nazionale, mentre, per le dinamiche dei cambi, il valore calcolato in dollari ha subito una contrazione del 16.5%. Tuttavia, va rilevato come nel mese di marzo la dinamica dei prezzi sia stata positiva, con un aumento di 20 miliardi di dollari del valore del mercato immobiliare residenziale su base nazionale.

Prezzi immobiliari nelle principali città della Russia

Nella prospettiva a 2-4 mesi, il mercato immobiliare in Russia permarrà in una fase di assestamento. A partire dall’autunno è invece ragionevole prevedere una sostenuta crescita degli indici immobiliari, sia a Mosca, che nelle altre metropoli russe, per l'esaurirsi degli effettinegativi della crisi economica internazionale.
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La finestra temporale aprile-luglio si conferma quindi come un momento di grandi opportunità per gli investitori esteri che desiderino investire sul mercato immobiliare russo. Per qualsiasi approfondimento relativo agli investimenti immobiliari a Mosca, San Pietroburgo e nelle altre città della Russia, Vi inviatiamo a consultare le pagine relative del nostro portale deidicato al mercato immobiliare in Russia e a scriverci all'indirizzo res@russiares.com.

RussiaExport, da materiali www.business-gazeta.ru

Russia: segnali di ripresa dalla borsa.

L’indice RTS, uno dei principali indici borsistici russi, ha raggiunto e superato la soglia psicologica degli 800 punti. Tale valore è stato raggiunto per la prima volta dall’ottobre del 2008, quando, cioè, il tracollo del mercato finanziario segnò l’arrivo della crisi economica in Russia.
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Dopo i livelli di massima raggiunti a maggio del 2008, la borsa russa ha perso circa il 70% della propria capitalizzazione. La lenta, ma costante crescita delle ultime settimane, non può che costituire un indicatore positivo, sia per i trader, che per l’economia reale.
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RussiaExport, da materiali www.gazeta.ru

giovedì 9 aprile 2009

BERS finanzia impianti a energia rinnovabile nei Balcani occidentali

La BERS (Banca Europeo per la Ricostruzione e lo Sviluppo), incentiva gli investimenti delle imprese nei Balcani Occidentali in materia di efficienza energetica e energie rinnovabili con un finanziamento di 110 milioni di euro.

50 milioni di euro saranno erogati direttamente a società private nei Balcani Occidentali, mentre 60 milioni di euro passeranno alle imprese attraverso il settore bancario.
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Fonte: www.informest.it

Russia: bilancia commerciale positiva, ma scambi in forte calo

La bilancia commerciale della Federazione Russa, nel bimestre gennaio-febbraio ha segnato un saldo positivo di 15,3 miliardi di dollari, con una contrazione di 20,7 miliardi di dollari rispetto al periodo analogo del 2008. Tale dato è stato diffuso dall’Agenzia federale delle dogane russe.
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Gli scambi commerciali con l’estero sono stati pari a 56,7 miliardi di dollari, di cui 36 miliardi di importazioni e 20.7 miliardi di importazioni, con un calo del 44,7% su base annua. In particolare, le esportazioni sono calate del 48%, le importazioni del 37,8%.
Il calo delle esportazioni russe è imputabile sia alla contrazione dei volumi di scambio, sia alla diminuzione, su base annua, delle quotazioni delle principali voci dell’export russo – petrolio, gas naturale, materie prime.

Il calo delle importazioni in Russia è in gran parte imputabile alla contrazione dei volumi delle merci importate, quantificabile in 66,7% dell’import immesso sul mercato nel periodo analogo del 2008. Tra i settori maggiormente colpiti, vanno evidenziati quello degli autoveicoli (-65,3%) e dei mezzi commerciali (-67,9%).

Grazie alla svalutazione del rublo degli ultimi mesi, che ha fatto perdere alla moneta circa il 30% del suo valore rispetto a un paniere bilanciato dollaro-euro, Mosca è riuscita a mantenere attivo il saldo della bilancia commerciale, fortemente compromesso a seguito del calo delle quotazioni internazionali dei vettori energetici.

Per la maggior parte degli analisti di settore, la debolezza della domanda dei beni di consumo e una congiuntura finanziaria poco favorevole all’attuazione di investimenti da parte delle imprese, freneranno la ripresa delle importazioni in Russia nel breve-medio periodo.
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RussiaExport, da materiali www.rian.ru

Bulgaria: mercato in crisi ma ancora vantaggioso per l'Italia

"La dinamica degli investimenti esteri, che dalla meta' del 2008 ha segnato una forte tendenza al calo, passando dal 20% al 15% del PIL, testimonia come l'economia bulgara stia risentendo della riduzione della crescita economica mondiale, sottolinea Marco Montecchi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, soprattutto per l'intermediazione finanziaria, l'immobiliare e l'edilizia, le produzioni ad alto consumo di energia".
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Questi, secondo la Camera di Commercio Italiana a Sofia, i settori attualmente più esposti al calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70% dell’export nazionale. “La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo l’euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell’ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea, il Regno Unito, la Russia e altri Paesi europei sono stati protagonisti di una corsa all’acquisto di immobili, che ha portato al boom delle costruzioni e ad un forte aumento dei prezzi delle abitazioni”, prosegue Montecchi.

Si tratta dunque della fine di un ciclo iniziato nel 2005, quando i prezzi degli immobili erano saliti del 37%, e protrattosi negli anni successivi (+16% nel 2006 e +27% nel 2007).

Secondo la classifica della Global Property Guide nel 2007 Sofia figurava tra le 50 città più care nel mondo per costo degli immobili, con un prezzo medio di vendita pari a 2.738 euro/mq. A partire dal quarto trimestre 2008 la recessione che ha colpito il Regno Unito e le difficoltà economiche incontrate dalla Russia in seguito alla diminuzione del prezzo del petrolio, hanno causato un brusco abbassamento del costo delle abitazioni, sceso in media a 695 euro/mq, e per Sofia a circa 1.000 euro/mq.

“Nonostante questi segnali di crisi, la Bulgaria potrebbe confermarsi anche nel 2009 un partner di primo riferimento per l’Italia – conclude Montecchi – le condizioni per i crediti consentono una buona redditività per le banche estere, che rappresentano il 90% degli istituti finanziari, con una forte presenza italiana. A ciò si aggiungono l’assenza di problematiche nella gestione e la struttura stessa del debito pubblico e le basse imposte dirette, elementi in grado di rendere il business italiano in Bulgaria comunque vantaggioso e di garantire una certa stabilità economica”.

Fonte ItalianNetwork.it

mercoledì 8 aprile 2009

Missione multisettoriale in Russia

Mondimpresa organizza una missione commerciale nella Federazione Russa. La missione avrà carattere multisettoriale, e toccherà le città di Mosca e Krasnodar.
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La prima tappa sarà nella capitale, poiché rappresenta la piazza principale del Paese, ancor oggi centro del commercio e punto di sdoganamento per tutti i prodotti importati. La seconda tappa a Krasnodar particolarmente interessante dal punto di vista del mercato potenziale anche in considerazione della sua vicinanza Sochi città designata ad ospitare le prossime Olimpiadi invernali del 2014.
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Le modalità di attuazione per gli incontri fra operatori russi e operatori italiani sono due: visite aziendali a Mosca, predefinite sulla base di un reciproco interesse, workshop a Krasnodar presso un albergo o altra struttura predisposta allo scopo. Le aziende interessate dovranno compilare il profilo aziendale in allegato.

Scadenze: le adesioni vanno presentate entro il 15/04/2009
Per informazioni: Sara Bassotti, tel.: 06 7771 3304, e-mail: sara.bassotti@mondimpresa.it
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Fonte: www.informest.it

martedì 7 aprile 2009

Contributi alle imprese che investono in Russia

Per finanziare le esportazioni e gli investimenti italiani in Russia il sistema bancario italiano mette a disposizione oltre 3,7 miliardi. E' il plafond del settore creditizio per le imprese che vogliono operare nel paese, che negli ultimi anni e' cresciuto a ritmo sostenuto, anche grazie a un settore bancario in rapida espansione e con alti tassi di rendimento (il Roe e' passato dal 17,8% nel 2003 al 22,7% nel 2007).

Dei 3,7 mld delle linee di credito messi a disposizione dalle banche italiane, il 62% e' gia' stato utilizzato per progetti e iniziative di business nel mercato locale, mentre il restante 38% e' ancora disponibile per finanziare nuove attivita' imprenditoriali nell'area.

I finanziamenti in essere verso la Russia sono passati da 2 miliardi di dollari a fine 2005 a 25 miliardi di stock a settembre 2008. In Russia le banche italiane sono presenti nella federazione con i due principali gruppi bancari, con una rete di oltre 130 filiali sul territorio. Intesa Sanpaolo ha costituito nel 2003 la prima banca a capitale interamente italiano, Zao Banca Intesa. Unicredit e' dal 2005 nel mercato locale con Zao Unicredit Bank, oggi la piu' grande banca internazionale, la decima per assets. Il gruppo ha costituito a Mosca una societa' che offre servizi per il leasing a piccole e medie imprese russe per favorire le importazioni dall'Italia di beni strumentali.

Fonte: www.lazio-pmi.it, da materiali Ansa.it

Fondo per l'internazionalizzazione delle Pmi lombarde

Da giovedi' 2 aprile, le Pmi lombarde che puntano allo sviluppo internazionale, con programmi di investimento all'estero, possono beneficiare di un contributo regionale fino a 200mila euro (60% da rimborsare, 40% a fondo perduto). E' quanto prevede il Fondo di Rotazione per l'Internazionalizzazione (Fri) da 8 milioni di euro, attivato da Regione Lombardia e gestito da Finlombarda.
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Il Fondo è destinato alle piccole e medie imprese del settore manifatturiero, costituite in forma di società di capitali, con sede operativa in Lombardia da almeno 2 anni. Possono essere finanziati investimenti per la realizzazione all´estero di nuove strutture permanenti quali insediamenti produttivi, centri di assistenza tecnica e strutture logistiche di transito e di distribuzione di prodotti.

Il finanziamento copre fino al 40% dell´investimento presentato. Il 60% della somma erogata è a rimborso (finanziamento a tasso agevolato pari allo 0,25% semestrale) e avrà una durata massima di 7 anni, mentre il rimanente 40% è a fondo perduto (contributo in conto capitale) e verrà erogato al termine del programma di investimento e ad avvenuta verifica del rendiconto finale di tutte le spese regolarmente sostenute e quietanzate. I programmi di investimento devono essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di partecipazione e devono concludersi entro 18 mesi dalla data di concessione dell´intervento finanziario.
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Fonte: www.lombardia-pmi.it, da materiali MarketPress.info

lunedì 6 aprile 2009

Tagikistan: la Russia ha inciso per oltre la metà degli investimenti nel Paese

Vyacheslav Svetlichny, incaricato degli affari russi in Tagikistan, ha dichiarato che la metà di tutti gli investimenti stranieri nel Paese proviene dalla Russia.

"Secondo il Servizio Statistico Statale del Tagikistan il Paese ha accumulato oltre 1,4 mld $ diretti agli investimenti stranieri a fine 2008. Il contributo della Russia sull’intero volume degli investimenti diretti accumulati ha raggiunto i 714 mln $" ha spiegato Svetlichny in un rapporto presentato alla conferenza scientifica nazionale tenutasi Dushanbe il 28 marzo e riguardante la sicurezza nei Paesi dell’Asia Centrale e del Medio Oriente e gli effetti della crisi mondiale.
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"Nonostante la crisi la Russia ha implementato e continua ad implementare molti progetti economici in Tajikistan, di cui i più significativi sono la costruzione dell’idrocentrale Sangtuda N° 1 (oltre 600 mln $), le prospettive geologiche dei campi di gas naturale di Gazprom (circa 500 mln $), il completamento della costruzione dello Hyatt Regency hotel, che diventerebbe il più moderno della regione, da parte della società Russian Hotels affiliata alla Basic Element (150 mln $) e la costruzione di un centro per gli affari a Dushanbe (45 mln $)".
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La russa InterRAO, che si occupa della costruzione della centrale idroelettrica Sangtuda No. 1, intende iniziare la costruzione di tre idrocentrali di media capacità nel 2009. Gli investimenti complessivi in queste strutture sono stimate a 1 mld $.
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Il volume commerciale di Russia e Tagiskistan è cresciuto del 28,6% a 1,172 mld $ nel 2008, rispetto al 2007, incidendo per il 25,1% dell’intero volume commerciale del Tagikistan. Le esportazioni della Russia al Tagikistan hanno raggiunto i 1.047 mld $, mentre le esportazioni del Tagikistan verso la Federazione si sono attestate sui 124,4 mln $.
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Fonte: www.informest.it

La Russia importerà meno generi alimentari

Il vice premier Vikor Zubkov ha annunciato che il paese adotterà politiche sostitutive dell’import nel settore agroalimentare. In particolare, verranno riviste al ribasso le quote alle importazione dei principali generi alimentari, tra cui carne e latticini.

Oggi, la Russia importa oltre il 40% degli alimenti consumati, con punte del 70% per alcuni voci, come carne bovina. L’incentivazione della produzione locale servirà a garantire una maggiore indipendenza alimentare del paese e favorire lo sviluppo del settore primario e dell’indotto. Tuttavia, nel breve termine, Mosca dovrà probabilmente fronteggiare spinte inflazionistiche sul mercato, come conseguenza della riduzione dell’import.
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RussiaExport, da materiali www.gzt.ru

Imprese toscane alla fiera Mebel di Mosca

Toscana Promozione organizza una missione alla fiera Mebel 2009 che si svolgera' a Mosca dal 23 al 27 novembre presso il centro espositivo Expocentr.
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Toscana Promozione prevede il supporto a ca. 30 imprese toscane del settore arredo e complemento all'interno del padiglione Italia curato da ICE.

I documenti richiesti sono:

  • modulo di adesione di Toscana Promozione
  • dichiarazione contributi regime de minimis
  • condizioni generali di partecipazione timbrate e firmate per accettazione
  • domanda di ammissione di ICE da anticipare a Roma
La scadenza per le adesioni è fissata al giorno 16 aprile 2009.
Per maggiori informazioni clicca qui.
Fonte www.toscana-pmi.it, da materiali ToscanaPromozione.it

venerdì 3 aprile 2009

Partecipazione ufficiale italiana alla 14^ Fiera Almaty Furniture & Interiors

L'ICE organizza la prima partecipazione ufficiale italiana alla 14^ edizione della Fiera Almaty Furniture & Interiors, considerato il più importante evento fieristico del settore per tutta l’Asia centrale ed attira visitatori anche dalle Repubbliche limitrofe.
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La manifestazione risponde alla crescente richiesta del mercato locale che è certamente un mercato in espansione anche se, attualmente, di dimensioni contenute in quanto i mobili e gli arredamenti d’interni italiani sono diretti ad una nicchia ristretta di clienti privilegiati. All’edizione 2007 hanno partecipato più di 200 aziende straniere provenienti da 17 paesi del mondo: Austria, Germania, Italia , Cina, Polonia, Svizzera, Turchia, Repubblica Ceca, Finlandia, Malaysia e Corea. L’area espositiva è stata di 15000 mq, divisa in 4 padiglioni.
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Le categorie merceologiche ammesse sono: mobili per la casa classici, moderni e in stile, mobili per ufficio, mobili specializzati, iIluminazione per interni, complementi di arredo, tessili per la casa, fornitura e componenti, vetro decorativo.
Scadenze: le adesioni vanno presentate entro il 10/04/2009.
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Fonte: www.informest.it

Gli effetti della crisi sull'economia russa

Tra le grandi economie mondiali emergenti, la Russia è da oltre sette anni al terzo posto come dinamica di sviluppo, dopo Cina e India. Nel 2006 il Pil russo è aumentato del 7,4%, nel 2007 dell’8,1%. Nella prima metà del 2008, rispetto alla prima metà del 2007, la crescita è stata del 7,5%.

A partire dall’autunno 2008, la crisi mondiale ha cominciato a farsi sentire anche in Russia, facendo in primo luogo crollare la Borsa (che ha però un’incidenza sull’economia reale molto minore che in Occidente), per poi riflettersi sulla produzione industriale. In seguito al calo di Borsa e alla fuga di capitali nel luglio-agosto 2008 per la crisi nel Caucaso, Standard & Poor's il 19 settembre ha ridotto il rating sovrano della Russia da “positivo” a “stabile”, e poi a “negativo”, l’8 dicembre 2008. Anche Fitch Ratings, il 4 febbraio 2009, ha abbassato il rating russo a BBB.

Dal 5,4% a metà anno, la produzione è scesa al 4,9% nei primi dieci mesi, al 3,7% a fine novembre e al 2,1% a fine anno. La caduta produttiva è stata particolarmente vistosa a novembre, con un calo di oltre il 10% su ottobre e di quasi il 9% rispetto al novembre 2007. Grazie al buon andamento dei primi 7-9 mesi, il Pil russo è comunque riuscito a terminare il 2008 con un aumento del 5,6% comunque inferiore alle previsioni del 6-6,5% del tardo autunno.

La Russia, che mantiene il terzo posto al mondo in termini di riserve valutarie (erano di 427 miliardi di dollari al 1° gennaio 2009, poi scesi a 382 miliardi al 20 febbraio), rimane in buona posizione per fronteggiare la crisi economica e finanziare i settori dell’economia maggiormente in difficoltà. Per un bilancio dell’impatto della crisi sull’industria russa si dovranno però attendere i dati del primo trimestre 2009.

Nel mese di gennaio varie tra le più grandi aziende russe hanno prolungato le vacanze dei dipendenti. L’industria automobilistica, in particolare il Vaz di Togliatti, ha in pratica fermato le linee di produzione per quasi tutto mese. In altri settori si è avuta una ripresa effettiva di produzione, come il +13% nella metallurgia (e ci si attende un’ulteriore crescita del 30-40% nei mesi di febbraio-marzo, rispetto ai livelli del 2008). Egualmente in ripresa si presentano i settori della chimica e dei fertilizzanti. Anche l’agricoltura registra un +2,6%.

Il commercio al minuto, pur in un mese di pausa come gennaio, è comunque riuscito a crescere del 2,4% secondo il Rosstat, e del 5,8% secondo la Banca Centrale. L’industria russa sembra aver già scontato in buona parte nei mesi di novembre e dicembre, anche sul piano psicologico, gli effetti maggiormente negativi della crisi, e ha continuato tale adattamento anche in febbraio, in termini di riduzione di personale, tagli delle spese non strettamente necessarie, rinvio di piani di investimento, diminuzione delle scorte a magazzino, ecc.

A queste tendenze si stanno accompagnando i primi effetti positivi della svalutazione di fatto del rublo di circa il 30% sul paniere dollaro-euro da ottobre 2008 a oggi, e l’imminente revisione del bilancio statale, già anticipata nella sua versione finale il 26 febbraio dal Ministro delle Finanze.

Le previsioni di bilancio del governo prevedono un calo del Pil del 2,2% nel 2009 e di oltre il 7% della produzione industriale, con un prezzo medio del petrolio di 41 dollari al barile (rispetto ai 50 dollari e 95 dollari delle prime due successive bozze di bilancio dell’ultimo trimestre 2008), un’inflazione del 13-14%, un tasso di disoccupazione dell’8%, un tasso di cambio medio annuo rublo/dollaro del 35,1 percento.

Alcuni economisti ritengono però che se il governo riuscisse effettivamente ad attuare nei prossimi mesi le annunciate misure di stimolo anti-crisi (investimenti nella logistica-infrastrutture, edilizia, agricoltura, difesa, sostegno sociale alla popolazione), il Pil russo potrebbe addirittura crescere del 2-3% entro fine 2009.

Nel 2006 il valore del mercato dei beni di consumo in Russia era di 331,9 miliardi di dollari; nel 2007 ha raggiunto i 421,8 miliardi di dollari; nel 2008 ha superato i 558 miliardi di dollari (al cambio medio dell’anno). La crisi provocherà un rallentamento temporaneo dello sviluppo del potere di acquisto della popolazione russa, anche se sarà limitato alla fascia media e media-inferiore, e dovrebbe venir superato già nel 2010.

Andamento principali settori nel 2008

Nel 2008 rispetto al 2007, la produzione industriale è aumentata del 2,1% a causa del brusco rallentamento nel quarto trimestre. Al suo interno l’industria manifatturiera ha avuto un aumento del 3,2%. Il maggiore aumento si è avuto nella produzione di materie plastiche (+12,5%), di mezzi di trasporto (+9,5%), in quella di macchinari e impianti (+4,0%), nella produzione del carbon coke e di prodotti petrolchimici (+2,7%).

Inferiore alla media, ma comunque in aumento è la produzione di pelletteria e calzature (+1,7%), il settore lavorazione del legno e prodotti del legno (+1,4%) e la produzione alimentare (+1,1%). In negativo l’industria metallurgica (-0,2%), quella chimica (-4,2%) e il tessile e abbigliamento (-4,5%). La produzione di elettrotecnica, elettronica e ottica ha segnato il maggior calo rispetto al 2008, -7,9 percento.
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L’estrazione e lavorazione di materie prime ha un andamento sempre più ridotto e nel 2008 è aumentata solo dello 0,2%, mentre la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua è salita da -0,2% nel 2007 a +1,4%. La Russia, pur rimanendo il maggior produttore mondiale di gas naturale e ai primi posti come produttore di petrolio, tenendo conto dei suoi impegni all’esportazione, ma anche della domanda interna, rischia in futuro un deficit energetico, qualora non investa in tempi adeguati, sia nella prospezione, sia nello sviluppo dei suoi grandi nuovi giacimenti, che si trovano però in regioni climaticamente difficili e quasi prive delle infrastrutture necessarie.

Interscambio commerciale

Nel 2008 l’interscambio complessivo è salito a 734,991 miliardi di dollari (+33,2%).

* Esportazioni: 468,073 miliardi di dollari (+33%)
* Importazioni: 266,918 miliardi di dollari (+33,6%)
* Saldo attivo: 201,155 miliardi di dollari.

Specie dopo il 2005, il boom economico-industriale e dei consumi ha provocato una forte crescita delle importazioni di macchine e impianti per l’ammodernamento produttivo, nonché di beni di consumo di qualità per l’aumento del potere di acquisto della classe media, mentre le produzione interna russa non riusciva a soddisfare la domanda crescente.

Il commercio Italia – Russia

Le relazioni commerciali tra Italia e Russia sono particolarmente intense. Nel 2005 le esportazioni italiane in Russia sono cresciute del 22,4% arrivando a 6.075 milioni di euro. L’import ha registrato un aumento del 20,5% arrivando a 11.704 milioni di euro.

Nel 2006 l’export italiano è aumentato del 25,7% rispetto al 2005, raggiungendo i 7.639 milioni di euro. L’import è cresciuto del 16,1%, specie per la dipendenza energetica dell’Italia, fino a 13.591 milioni di euro.

Nel 2007 l’export italiano è ancora aumentato rispetto al 2006 del 25,3%, raggiungendo 9.577 milioni di euro. L’import è salito a 14.354 milioni di euro (+5,6%).

Nel 2008 le esportazioni italiane in Russia sono aumentate del 9,3% (contro il 25,3% del 2007) arrivando a 10.470 milioni di euro. Le importazioni italiane, soprattutto di energia russa, sono cresciute del 12%, arrivando a 16.085 milioni di euro.

Per quanto riguarda la struttura delle nostre esportazioni, la prevalenza va sempre ai macchinari e impianti, seguiti dai mobili e poi dall’abbigliamento, mentre le esportazioni di prodotti alimentari, in primo luogo vini, occupano una quota ancora relativamente modesta, e suscettibile di notevoli miglioramenti, peraltro già parzialmente in corso.

La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nel 2008 continuano ad averla i prodotti della industria manifatturiera (10.365 milioni di euro):

o 30,9% macchine e apparecchi meccanici
o 15,8% prodotti della industria tessile e abbigliamento
o 8,0% mobili
o 7,5% cuoio e prodotti in cuoio
o 7,0% metalli e prodotti in metallo.

Sesta è la voce apparecchi elettrici di precisione con 652,045 milioni di euro e una incidenza del 6,2 percento. La settima voce sono i mezzi di trasporto con 587,2 milioni di euro e una incidenza del 5,6%, vengono poi i prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali con 531,7 milioni di euro e una incidenza del 5,1%. I prodotti alimentari, compresi tabacco e bevande con 352,9 milioni di euro e una incidenza del 3,4% sono al nono posto. Seguono i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi con 317,9 milioni di euro e il 3,0% del totale. Undicesima voce è quella di articoli in gomma e materie plastiche con 231,4 milioni di euro e un'incidenza pari al 2,2 percento. Seguono carta e prodotti di carta, stampa ed editoria con 143,0 milioni di euro (1,4%), legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) con 97,2 milioni di euro e una incidenza dello 0,9 percento. I prodotti agricoli con 94,3 milioni di euro hanno anche essi una incidenza dello 0,9% e sono la quattordicesima voce; quindicesima sono i prodotti petroliferi raffinati con 24,4 milioni di euro e lo 0,2% del totale.

Sulle importazioni italiane, pari nel 2008 a 16.085 milioni di euro, la maggiore incidenza, 71,2%, continuano ad averla i minerali energetici con 11.452 milioni di euro. Vengono poi i prodotti della industria manifatturiera con 4.449 milioni di euro (27,7%); all’interno di questa voce i metalli e prodotti in metallo con 2.123 milioni di euro hanno una incidenza sul totale pari al 13,2%, mentre i prodotti petroliferi raffinati con 1.606 milioni di euro ne hanno una del 10,0 percento.

Gli investimenti stranieri complessivi:
+ nel 2006 crescono del 2,7%, fino a 55,1 miliardi di dollari
+ nel 2007 sono più che raddoppiati rispetto al 2006 e hanno raggiunto i 120,9 miliardi di dollari
+ nel 2008 arrivano a 103,7 miliardi, diminuendo del 14,2% rispetto al 2007.

La tendenza alla crescita degli investimenti, malgrado il significativo calo nel 2008, è destinata comunque a riprendere in una prospettiva di fine 2009-2010, una volta superata la crisi. L’entità degli investimenti esteri è infatti ancora relativamente modesta in rapporto al vero potenziale e agli obiettivi di crescita dell’economia russa.

Fonte: Mercato Globale, da materiali a cura dell’Ufficio Promos di Mosca, in collaborazione con il Centro Studi DIRITTO & ECONOMIA IN RUSSIA E NELLA CSI

Georgia: in arrivo 1.2 miliardi di investimenti

Il governo di Tbilisi e la società egiziana Fresh Electric Company hanno siglato l'accordo per la creazione di una zona economica speciale nella parte occidentale della Georgia.
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Gli investimenti, calcolati in oltre 1.2 miliardi di dollari, verranno destinati allo sviluppo di un'area di 27 ettari nei pressi di Kutaisi, la seconda città della repubblica caucasica.
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La zona industriale, adibita, ancora nel periodo sovietico, alla produzione di autoveicoli, ospiterà 12 impianti e fabbiriche per la produzione di beni di consumo, in particolare mobili, oggetti in ceramica, prodotti tessili, elettrodomestici.
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La consegna dei primi impianti e l'avvio dei processi produttivi sono programmati per il terzo trimestre del 2010. Una volta a pieno regime, la zona economica genererà una capacità di oltre 15.000 posti di lavoro.
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L'economia georgiana, severamente provata dalla guerra con la Russia e dalla crisi economica internazionale, offre un potenziale molto interessante per gli investitori esteri, grazie alle politiche governative finalizzate all'attrazione degli IDE nel paese.
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RussiaExport, da materiali www.bbcrussian.com

Ucraina: il PIL scende del 30%

Il presidente dell’Ucraina, Victor Jushenko, ha ammesso che il prodotto interno lordo del paese abbia conosciuto una contrazione prossima al 30% su base annua.
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L’economia ucraina è uscita particolarmente indebolita dalla crisi economica, anche a causa delle lacerazioni politiche che rendono difficile l’adozione di misure di intervento rapide ed efficiente. In particolare, la contrazione delle esportazioni, superiore al 30%, ha inciso negativamente sulla produzione industriale del paese.
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RussiaExport, da materiali www.newsru.com

giovedì 2 aprile 2009

CSI: crolla la produzione industriale

Le economie dei membri della Comunità degli Sati Indipendenti, affrontano una severa contrazione della produzione industriale nei primi mesi del 2009.

Le perfomance peggiori sono quelle dimostrate dall’Ucraina (-32,8%), Moldavia (-26,3%), e Kirghizistan (-25,1%). La Russia si colloca al quarto posto, con una diminuzione della produzione del 14,6%, seguita dall’Armenia (-9,7%), Tagikistan (-6,6%), Kazakistan (-3.2%), Azerbaigian (-2,6%), Bielorussia (-2,3%).

In media, gli Stati membri della CSI, hanno registrato una contrazione del 15% della produzione industriale su base annua, dopo un 2008 chiuso all’insegno della crescita.
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RussiaExport, da materiali www.rusbalt.com

Russia: arriva la Burger King

Burger King, la catena americana della ristorazione rapida, principale concorrente del Mc Donald's, ha annuciato la propria entrata nel mercato russo. L'apertura del primo punto vendita è prevista per il 2010.

Il mercato russo della ristorazione rapida e dominato da Mac Donald's, che ha aperto il primo punto vendita a Mosca, allora ancora capitale dell'URSS, nel lontano 1989, a testimonianza tangibile del nuovo corso di Mikhail Gorbaciov, la perestorika. Oggi, la catena americana è presente in Russia con 240 risoranti, quasi la metà dei quali concentrati a Mosca.

La crisi economica internazionale, riducendo la capacità di spesa dei consumatori, ha avvantaggiato le catene di ristorazione rapida, grazie all'accessibilità delle loro proposte.
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RussiaExport, da materiali http://finamlight.ru

Azerbajan: incermento dei lavori di costruzione nel 2009

Le società di costruzione, che operano in Azerbaijan, hanno aumentato il volume dei lavori realizzati del 12,2% fino a 400.600.000 AZN (375.820.760 EUR) a gennaio e febbraio 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
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Lo riporta la Commissione Statistica Statale, che indica che, nei primi due mesi di quest’anno, le società di costruzione hanno lavorato nella realizzazione di nuovi edifici per 266.200.000 AZN, in grandi ristrutturazioni per 81.200.000 AZN, in riparazioni correnti per 24.800.000, in altri lavori di costruzione per 28.400.000 AZN. Nel complesso, nel periodo considerato, le società di costruzioni private hanno svolto lavori per 272.100.000 AZN e quelle statali per 128.500.000 AZN.
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Fonte: www.informest.it

mercoledì 1 aprile 2009

Electrolux chiude in Russia

La svedese Electrolux, uno dei leader sul mercato degli elettrodomestici bianchi, ha annunciato la chiusura del proprio impianto di San Pietroburgo. La decisione è stata presa dopo la valutazione delle prospettive economiche dell'impianto.
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La fabbrica dell'Electrolux, costata 9 milioni di euro, era stata inaugurata nel 2005 e possiede una capacità di 300.000 lavatrici all'anno, impegando oltre 250 addetti. Dalla sua apertura, l'impianto non è mai risucito a generare profitti per il gruppo - da qui la decisione ad abbandonare la produzione a partire dal 2010.
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Il gruppo svedese rimarrà sul mercato russo dei frigoriferi con i propri marchi Electrolux e Zanussi, prodotti in collaborazione con la turca Vestel, nella città di Alexandrov, che possiede una capacità di 100-150.000 unità all'anno.
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Gli altri produttori di elettrodomestici bianchi attivi in Russia non sembrano accusare gli effetti della crisi economica. La Bosh Siemens ha in previsione investimenti per 40 milioni di euro, da destinare a una nuova linea produttiva e un centro logistico, mentre l'italiana INDESIT, presente con i propri impianti nella Zona economica speciale di Lipetsk, amplierà la propria gamma per consolidare l'offerta sul mercato.
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RussiaExport, da materiali www.sostav.ru

La Repubblica Slovacca: nuove opportunita' per le imprese italiane

Per riflettere sulle opportunita' di business nell'Est Europa, precisamente in Slovacchia, lo scorso 26 febbraio, a Roma, presso la sede dell'Ambasciata della Repubblica slovacca, si e' svolto il seminario "La Repubblica Slovacca, membro dell'Eurozona: nuove opportunita' per le imprese italiane".
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La Repubblica Slovacca fa parte dell’UE dal maggio 2004 e sta registrando uno sviluppo socio-economico rilevante (fonte: ICe 2008) che dovrebbe proseguire anche negli anni a venire grazie agli 11,3 miliardi di euro di aiuti finanziari previsti per il quinquennio 2007-2013.

Pochi indicatori macroeconomici sono sufficienti a fotografare lo stato di salute economica e politica di questo stato: nel 2007 il PIL del paese ha sfiorato i 54,2 miliardi di euro (Ufficio Centrale di Statistica slovacco) e secondo le previsioni nel 2008 la crescita dovrebbe proseguire, così come le esportazioni e l’occupazione nel paese.

La Camera di Commercio Slovacca prevede che la crescita economica, il relativo contenimento dell'inflazione e gli effetti positivi delle riforme socio-economiche degli ultimi anni, sono sintomo di uno sviluppo solido e costante, con ottime ricadute sia occupazionali che di disponibilità pro capite di spesa.

Avviare nuovi investimenti per le imprese italiane in Slovacchia potrebbe risultare molto utile perché questo paese:
  • occupa una posizione geografica strategica sia per i mercati europei che orientali
  • vanta una buona stabilità politico-economica e valutaria
  • l’1 gennaio 2009 è stato il XVI Paese dell’UE ad adottare l’euro
  • ha un’amministrazione efficiente e dun basso tasso di criminalità
  • ha un sistema di tassazione „flat“ al 19% e non vi è „dividend tax“
  • la manodopera è altamente specializzata e produttiva ed ha un costo ancora relativamente contenuto
  • presenta un’ampia disponibilità di terreni ad uso industriale e di parchi tecnologici ed industriali.
Annunciata anche l'imminente costituzione di una Camera di Commercio slovacca in Italia che fornirà servizi di assistenza sia agli investitori italiani nella Repubblica Slovacca che alle imprese slovacche in Italia, con l’obiettivo di favorire l’interscambio commerciale fra questi due paesi.

Fonte: www.veneto-pmi.it, da materiali SpazioImpresa.biz