giovedì 9 aprile 2009

Bulgaria: mercato in crisi ma ancora vantaggioso per l'Italia

"La dinamica degli investimenti esteri, che dalla meta' del 2008 ha segnato una forte tendenza al calo, passando dal 20% al 15% del PIL, testimonia come l'economia bulgara stia risentendo della riduzione della crescita economica mondiale, sottolinea Marco Montecchi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, soprattutto per l'intermediazione finanziaria, l'immobiliare e l'edilizia, le produzioni ad alto consumo di energia".
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Questi, secondo la Camera di Commercio Italiana a Sofia, i settori attualmente più esposti al calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70% dell’export nazionale. “La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo l’euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell’ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea, il Regno Unito, la Russia e altri Paesi europei sono stati protagonisti di una corsa all’acquisto di immobili, che ha portato al boom delle costruzioni e ad un forte aumento dei prezzi delle abitazioni”, prosegue Montecchi.

Si tratta dunque della fine di un ciclo iniziato nel 2005, quando i prezzi degli immobili erano saliti del 37%, e protrattosi negli anni successivi (+16% nel 2006 e +27% nel 2007).

Secondo la classifica della Global Property Guide nel 2007 Sofia figurava tra le 50 città più care nel mondo per costo degli immobili, con un prezzo medio di vendita pari a 2.738 euro/mq. A partire dal quarto trimestre 2008 la recessione che ha colpito il Regno Unito e le difficoltà economiche incontrate dalla Russia in seguito alla diminuzione del prezzo del petrolio, hanno causato un brusco abbassamento del costo delle abitazioni, sceso in media a 695 euro/mq, e per Sofia a circa 1.000 euro/mq.

“Nonostante questi segnali di crisi, la Bulgaria potrebbe confermarsi anche nel 2009 un partner di primo riferimento per l’Italia – conclude Montecchi – le condizioni per i crediti consentono una buona redditività per le banche estere, che rappresentano il 90% degli istituti finanziari, con una forte presenza italiana. A ciò si aggiungono l’assenza di problematiche nella gestione e la struttura stessa del debito pubblico e le basse imposte dirette, elementi in grado di rendere il business italiano in Bulgaria comunque vantaggioso e di garantire una certa stabilità economica”.

Fonte ItalianNetwork.it

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