mercoledì 22 aprile 2009

Russia: gli oligarchi contano le perdite

Il settimanale Forbes ha pubblicato la propria graduatoria delle persone più agiate della Russia. Rispetto al 2008, i cento “oligarchi” d’oro hanno visto diminuire la propria ricchezza complessiva di 380 miliardi di dollari, arrivando a valerne “solo” 142. Drasticamente ridimensionato anche il numero di patrimoni superiori a un miliardo, passati dai 110 del 2008 ai 32 di oggi. Mosca ha quindi ceduto lo scettro della capitale dei miliardari, ritornato alla statunitense New York.
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Sul gradino più alto troviamo Mikhail Prokhorov, presidente del gruppo “Oneksim”, che ha saputo conservare un capitale di 9.5 miliardi di dollari, grazie alla cessione della quota nel gigante del settore minerario “Noriliski Nikel”, appena prima dello scatenarsi della crisi finanziaria.

Tuttavia, anche Prokhorov, che l’anno scorso non salì sul podio nonostante un patrimonio di 22.5 miliardi, ha perso molto in questi “mesi terribili” per l'economia russa. Come ha perso Roman Abramovich, cui sono bastati 8.5 miliardi per garantirsi il secondo posto, a fronte dei 22.4 che nel 2008 lo costringevano alla terza posizione. Chiude il podio Vaghit Alekperov con 7.8 miliardi e una contrazione limitata a 6.5 rispetto a 12 mesi fa.

Ma chi ha pagato il prezzo più salato è il proprietario della holding RusAl, Oleg Deripaska. Nel 2008 il suo impero valeva quasi 30 miliardi di dollari, con attività diffuse in tutto il mondo, tra cui l’Italia. Oggi, con il crollo delle quotazioni delle materie prime, stretto nella morsa dei creditori internazionali, Deripaska è scivolato al 10 posto della classifica, avendo perso quasi il 90% del proprio capitale.

Russia Export, da materiali www.bbcrussian.com

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