lunedì 14 dicembre 2009

Anche per la Russia primi segnali di ripresa

L'EDITORIALE DI ROSARIO ALESSANDRELLO, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa - Migliorano le previsioni, grazie soprattutto al settore del petrolio (i cui prezzi hanno registrato un nuovo aumento) e del gas (ambito in cui il Paese rimane leader mondiale)

Su questo numero torniamo a parlare della “crisi” , poiché anche in Russia affiorano i primi segnali di ripresa. I più recenti dati prevedono infatti per il 2009 una caduta del PIL attorno al 6,5% (e non oltre il 7,5% come previsto in precedenza), mentre, per il 2010, una crescita attorno al 2,5% (invece del sottozero previsto). Infatti, secondo il Ministro delle Finanze Aleksej Kudrin, le entrate supplementari all’erario nel 2009 potrebbero ammontare da 1 a 2,3 miliardi di Euro. La fonte principale dei redditi supplementari è costituita dal settore del petrolio e del gas.

Anche nel periodo di crisi, infatti, la Russia si è confermata al primo posto come Paese produttore di petrolio, con una previsione di 490 milioni di tonnellate nel 2009, rispetto ai 488 milioni del 2008. Lo stesso dicasi per la produzione di gas naturale, con una previsione di oltre 500 miliardi di metri cubi a fine 2009, che le permette di restare leader mondiale.
Grazie al riaumento del prezzo del petrolio, la bilancia commerciale è migliorata e le previsioni per fine 2009 sono, ora, di un attivo di quasi 180 miliardi di $ USA, rispetto ai 128,7 miliardi del 2008. Quindi la Russia mantiene il terzo posto al mondo in termini di riserve valutarie.

Per quanto riguarda l’inflazione - che nel 2008 è stata del 13,3%, scontando negli ultimi due mesi la svalutazione del rublo, completata poi nel febbraio 2009 - si prevede che non supererà il 10%. Tuttavia i redditi reali - che nel 2007 erano aumentati del 10,4% e nel 2008 erano rallentati al 2,7% - oggi, tenendo conto della svalutazione del rublo e dell’inflazione, indicano invece una caduta del 30-35%, soprattutto per almeno due terzi della popolazione russa.

La Banca Centrale Russa ha abbassato quest’anno il tasso di sconto dal 13% (dicembre 2008) al 9,5% (fine novembre 2009). È stato interessante il fatto che, lo scorso 10 novembre, in occasione della seduta ordinaria del Consiglio per gli investimenti stranieri sul mercato russo, il Premier Vladimir Putin abbia accettato diverse osservazioni critiche, che ha ritenuto giustificate da parte degli ospiti, quali l’eccesso di burocrazia, difficoltà doganali,mancanza di infrastrutture, problemi di trasporto, ecc., e abbia promesso di realizzare ulteriori misure anticrisi; inoltre, le autorità federali cercheranno di semplificare e agevolare il lavoro degli organismi economici e delle istituzioni legislative.
Il Premier ha messo in rilievo la collaborazione con gli investitori e le Società industriali straniere, che costruiscono in Russia nuove fabbriche e, a differenza delle compagnie finanziarie, non abbandonano l’economia e il mercato russo.

A questo proposito l’Italia, benché sia uno dei principali Paesi investitori in taluni settori, come l’energia e le banche, non compare da vari anni tra i primi dieci investitori in Russia, anche perché spesso gli investimenti da parte di imprese e gruppi industriali italiani sono effettuati attraverso consociate estere, soprattutto di altri Paesi UE.

Russia Export, da fonte ItalPlanet.

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