giovedì 17 dicembre 2009

Federazione Russa: situazione economica a ottobre 2009

L’economia russa è stata, tra i paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), quella maggiormente colpita nel 2008 dalla crisi mondiale in termini di rallentamento del Pil, della produzione industriale e degli investimenti.

Il 2008 aveva chiuso con il Pil a +5,6% (nel 2007 si era invece registrata una crescita record dell’8,1%) e con la produzione industriale a +2,1%.

Nel settembre 2009, secondo le stime del Ministero dell’Economia (Mert), il Pil russo per la prima volta dall’anno scorso è aumentato dello 0,5 percento, segnalando la fine del periodo acuto di crisi. Tuttavia, si discute ora tra gli esperti in che misura e con quali tempi la lenta ripresa prevista per fine 2009-2010 si concretizzerà.

La Russia, si conferma primo paese produttore mondiale di petrolio, davanti all’Arabia Saudita, con una previsione a dicembre 2009 di 490 milioni di tonnellate (rispetto ai 488 milioni del 2008). La produzione di gas naturale, altro settore in cui la Russia è leader mondiale, nei primi 11 mesi 2009 è arrivata a 487,6 miliardi di mc. Il Paese mantiene inoltre il terzo posto al mondo in termini di riserve valutarie e rimane in buona posizione per fronteggiare la crisi economica e finanziare.

Ai primi di novembre 2009 il Governo ha deciso di riallocare 10,3 miliardi di dollari, originariamente destinati a ricapitalizzare le banche, al sostegno delle imprese strategiche (settore automobilistico, cantieristica e aeronautica) e per proteggere l’occupazione.

Sul piano degli stimoli agli investimenti, la Banca centrale russa ha abbassato quest’annoil tasso di sconto dal 13% lo scorso dicembre al 9,5% a fine novembre 2009, il livello più basso degli ultimi anni. Tale misura, tuttavia, non sembra ancora sufficiente a stimolare seriamente gli investimenti e i crediti alle imprese, malgrado le forti iniezioni di liquidità dal bilancio pubblico alle banche. Gli esperti si attendono ancora entro metà 2010 almeno altri due cali del tasso di sconto, prima al 9 e poi all’8,5 percento, prima che l’economia riparta davvero.

L’Agenzia Moody’s ha dichiarato il 30 ottobre 2009 di non prevedere di abbassare il rating sovrano della Russia, mantenendolo tra l’attuale A3 e Baa2, mentre invece le altre due agenzie, Fitch e Standard & Poor’s avevano già abbassato a BBB il rating della Russia.

Tavole statistiche: la produzione industriale

Sui nove mesi cumulativi del 2009, dei tre principali settori in cui il Rosstat divide la produzione industriale:

• quello che ha fatto meglio è la produzione ed estrazione delle materie prime, con un calo di appena il 3%
• al secondo posto con il -6,9% viene la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua
• fanalino di coda l’industria manifatturiera, con -14,5%.

A resistere meglio alla crisi sono stati e sono attualmente l’industria alimentare (-2%), la produzione di carbon coke e prodotti petrolchimici (-1,3%) seguita poi da pelletteria e calzature (-5,5%), tutti settori oggi in ripresa.

Altri settori in ripresa in autunno, ma che erano stati significativamente colpiti sono l’industria chimica (-13% rispetto al 17% dei 6 mesi), le materie plastiche (-14,6 rispetto al 16,5%), il tessile e abbigliamento (-20,7 rispetto a 22,2%), l’industria metallurgica (-23,1 rispetto al 26,9% di fine giugno) e l’industria della lavorazione del legno (-23,1 rispetto al 26,9%).

Sempre in profonda crisi è invece la produzione di mezzi di trasporto, in particolare l’industria automobilistica russa come Avtovaz (-41,6% rispetto al -39,1% dei primi sei mesi), anche se altre produzioni automobilistiche, in particolare stabilimenti stranieri in Russia, si stanno riprendendo (Ford, Volkswagen, Fiat-Sollers).

Gli altri due settori in forte crisi a metà anno, ovvero la metalmeccanica e l’industria elettrotecnica, ottica, etc. si stanno faticosamente riprendendo, la prima al -31,7% sui nove mesi rispetto al - 34,6% di fine giugno, e la seconda al -36,1% rispetto al 39,9% dei sei mesi.

Nel 2008 l’inflazione è stata del 13,3% scontando negli ultimi due mesi anche la graduale svalutazione del rublo, completata poi nel febbraio 2009. Nel 2009 si è avuta una deflazione, con il rallentamento dell’economia, e si prevede che l’inflazione si ridurrà sotto il 10% entro la fine dell’anno.

I redditi reali della popolazione nel 2007 erano aumentati del 10,4%, ma nel 2008 hanno cominciato a rallentare al 2,7%. Nei primi 6 mesi del 2009 il Rosstat ha indicato un aumento zero, mentre sui 9 mesi del 2009 appare per la prima volta un -1,1%. Stime indipendenti, tenendo conto della svalutazione del rublo e dell’inflazione, indicano invece una caduta reale dei redditi medi di oltre il 30-35%.

Grazie all’aumento del prezzo del petrolio la bilancia commerciale è migliorata: nei primi 9 mesi del 2009 ha visto un attivo di 146,5 miliardi di dollari (321,7 miliardi di export e 176,7 miliardi di import), rispetto ai 150,6 miliardi dei primi 9 mesi del 2008.

Le esportazioni sono diminuite del 45,7% e le importazioni del 43,8% rispetto ai primi 9 mesi del 2008. Le previsioni per fine 2009 (Troika Dialog) sono ora di un attivo di quasi 180 miliardi di dollari, rispetto ai 128,7 miliardi del 2008.

Russia Export, da materiali Mercato Globale.

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