mercoledì 3 novembre 2010

Esportare vino nella Federazione Russa - la normativa

Il mercato del vino russo è uno dei più interessanti a livello internazionale. Grazie alla costante crescita dei redditi e all'espansione della rete distributiva, sempre più consumatori russi scelgono di portare il vino sulle proprie tavole, sia tra le mura domestica, che negli esercizi della ristorazione.

Il prodotto italiano gode di un prestigio indiscusso sul mercato russo, mantenendo una posizione di leadership nel livello premium e con ottime possibilità di crescita in tutti i segmenti della domanda.

Vanno, tuttavia, tenute sempre in conto le difficoltà di accesso a questo mercato, sia per il differente trattamento della prassi certificatoria, sia per i meccanismi doganali previsti. Per non incorre in antieconomici prolungamenti delle tempistiche amministrative, ovvero in situazioni di blocco se non addirittura sequestro della merce diretta al mercato russo, è fondamentale seguire le corrette procedure di esportazione previste per le società italiane esportatrici di vino verso la Russia.

Le spedizioni di vino nella Federazione Russa dovranno essere, di volta in volta, accompagnate dalla seguente documentazione:

* Bolletta doganale o DAU
* Fattura commerciale, in triplice copia, in lingua sia inglese che russa
* Documento di trasporto/spedizione (CMR o Air bill of lading)
* Packing List, qualora non inserito nella fattura, sempre in triplice copia e bilingue
* Certificato di origine non preferenziale che deve essere richiesta alla Camera di Commercio competente
* Originale del contratto di fornitura, in russo e in inglese
* Certificato di conformità: i prodotti suscettibili di arrecare danno alla salute della popolazione o dell’ambiente devono essere accompagnati dal certificato di conformità alle norme russe (certificazione Goststandard o GOST-R). Allegare tale certificato può essere a carico dell’esportatore o dell’importatore, a seconda degli accordi tra le parti. Il certificato viene rilasciato da organo di certificazione autorizzato dalle autorità russe (in Italia, ci sono la società SGS di Milano o la società QSA di Genova) dietro la presentazione di apposita istanza corredata da catalogo dei prodotti, campioni per le prove, codice doganale e altra documentazione tecnica richiesta.

Etichettatura

L’etichetta deve essere in lingua russa e deve essere conforme alla normativa GOST R 51074:2003. Le indicazioni minime da fornire sono:

* Nome del prodotto
* Paese d’origine
* Nome e indirizzo del produttore (la denominazione del produttore può essere scritta anche in caratteri latini)
* Nome dell’imbottigliatore
* Data dell’imbottigliamento o registrazioni per vini da collezione e champagne
* Volume
* Marchio del produttore o di chi commercializza (se esistente)
* Contenuto di alcol etilico in percentuale sul volume
* Eventuale contenuto di zucchero
* Condizioni di conservazione in magazzino e ancora: nome degli aromi, spezie e coloranti per brandy, miscele di vino e cocktails, anno della vendemmia per vini DOC e invecchiati, data di scadenza per il consumo per bevande a base di vino o cocktails con contenuto di alcol inferiore al 10%, additivi, riferimento a norme tecniche o di legge, certificazioni.

Per prodotti soggetti ad accisa per la vendita in Duty Free Shop l’etichetta o controetichetta deve riportare la dicitura “Only for sale in duty free shops”.

Imballaggi per la spedizione

La Russia non ha adottato la normativa fitosanitaria ISPM n. 15 per gli imballaggi in legno, tuttavia è richiesto l’impiego di materiale sano.

Si sottolinea che le spedizioni di vino in Russia devono essere accompagnate dal Documento di Accompagnamento per le Accise (DAA), a scorta dei prodotti alcolici in sospensione di accise fino alla dogana del confine comunitario, che provvederà a effettuare le operazioni di esportazione per l’invio del prodotto in Russia e a restituire l’esemplare n. 3 del DAA al mittente.

Il DAA viene emesso dal depositario autorizzato, ovvero dall’Azienda (che produce e/o detiene e/o spedisce e riceve prodotti alcolici) che opera in regime sospensivo ed alla quale l'Agenzia delle Dogane ha rilasciato il Codice di Accisa, divenendo deposito fiscale. Si ricorda che, a partire dal 1° aprile 2010, il DAA cartaceo è stato sostituito dal DAA telematico.

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