mercoledì 2 marzo 2011

Russia: continua la contrazione nel consumo di birra

Il mercato della birra in Russia, che sembrava destinato ad una crescita inarrestabile ancora tre anni fa, continua la contrazione, accelerandone anzi la dinamica.

Se nel 2008, primo anno con il segno meno per le vendite di birra in Russia, il calo si limitò allo 0,7%, nel 2009 la contrazione fu già più manifesta, con una contrazione del 3,5%.

Quindi, una decisa accelerazione del trend negativo nel 2010, anno in cui, dati alla mano, l’acquisto di birra da parte dei consumatori russi è sceso più del 10%, riportando il mercato ai volumi del 2006.

Diversi fattori alle origini del fenomeno, a partire da una stretta normativa sulla pubblicità della bevanda luppolata, a norme più rigide sulla vendita ai minori (i giovani ne sono i maggiori consumatori), al cambiamento delle abitudini di consumo dei russi, sempre più spesso orientati verso il vino.

I grandi produttori russi, quasi tutti in mano alle multinazionali del beverage, gridano allarme, ma il trend sembra difficile da invertire. Il calo delle vendite non risparmia nemmeno le importazioni, che comunque rappresentano meno del 3% del mercato, provenendo soprattutto da Ucraina, Germania Repubblica Ceca.

Le birre italiane, posizionate sul mercato russo come un prodotto premium e piuttosto esotico rappresentano una quota trascurabile, con vendite limiate al settore HoReCa a Mosca e a San Pietroburgo.

Russia Export, da materiali RBC.

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