martedì 31 maggio 2011

Emilia Romagna - Imprese più competitive nell'Est Europa

Unioncamere Emilia Romagna e l’Azienda Speciale SIDI Eurosportello della Camera di Commercio di Ravenna – Partners della Rete Enterprise Europe Network – organizzano un workshop dedicato al tema dell'innovazione e sviluppo sostenibile nei Paesi dell'Est Europa - in collaborazione con Informest Consulting, società specializzata nell’accesso delle PMI ai mercati dell’Est Europeo. 

L’incontro si terrà martedì 7 giugno 2011, alle ore 10.00, nella Sala Marconi dell’Unioncamere Emilia Romagna, in viale Aldo Moro 62, a Bologna. L'iniziativa si propone di informare le aziende sulle opportunità e modalità di accesso ai Fondi Strutturali per investimenti volti ad incrementare la competitività delle PMI nell'Est Europa, attraverso l'ammodernamento dei processi produttivi e l'introduzione di tecnologie innovative che consentano di ridurre l’impatto ambientale e favorire il risparmio energetico. 

Verranno esposti casi pratici di investimento ed esaminate le proposte progettuali dei partecipanti. Seguirà un Focus Paese dedicato alla Romania su tematiche legate all’innovazione aziendale, industriale e tecnologica e alla valorizzazione delle energie rinnovabili, con la testimonianza di un’azienda italiana partner di imprese straniere nella realizzazione di progetti sostenuti con Fondi Europei nel settore della green economy. 

A conclusione del workshop, previa richiesta le aziende interessate potranno partecipare ad incontri bilaterali con gli esperti di Informest Consulting per una preliminare valutazione di fattibilità dei propri progetti imprenditoriali avvalendosi di finanziamenti europei. La partecipazione è gratuita previa iscrizione entro il 1 giugno 2011 mediante la scheda di adesione allegata da trasmettere via fax al n. 0544 218731 o via e-mail: ihd@ra.camcom.it.

Russia Export, da materiali Globus CamCom

Russia - cresce l'import della frutta

Crescono le importazioni di frutta in Russia - nel 2010 il valore complessivo del prodotto importato è stato di 4,8 miliardi di dollari, con un aumento del 25,7% rispetto all'anno precedente.

La tendenza positiva prosegue ormai da alcuni anni, tanto che dal 2005, le importazioni complessive di frutta in Russia sono aumentate del 150%. Tra le merceologie più richieste dal mercato si trovano mele e pere (29%  dell'import complessivo in termini di peso), seguite dagli agrumi (26,5%) e dalle banane (19%).

La dinamica delle importazioni dimostra come, a fronte di una domanda crescente, imputabile all'aumento del reddito del consumatore russo, la produzione locale non riesce a soddisfare le richieste, anche per prodotti potenzialmente adatti ad essere sviluppati nel clima russo, come le mele e le pere.

Il dato rappresenta un'opportunità interessante per i produttori italiani. Per le imprese del settore agroalimentare e ortofrutticolo che desiderano espandersi sul mercato russo e proporre il proprio assortimento ai distributori e reti commerciali locali, RussiaAziende propone strumenti dedicati come:

- presentazioni commerciali in russo
- strumenti di promozione della vendita e ricerca partner sul territorio

Per ulteriori informazioni, è possibile visitare le sezioni dedicate del sito e inviare un messaggio di posta elettronica all'indirizzo servizi@russiaaziende.com.

Russia Export, da materiali RBC.

lunedì 30 maggio 2011

Russia - il mercato delle calzature cresce del 51%

Il mercato russo delle calzature è cresciuto del 51% in termini di volume nel corso degli ultimi 12 mesi_ raggiungendo le 318 milioni di paia vendute.

La crescita del mercato è impuabile soprattutto alle importazioni che rappresentano oltre il 70% delle vendite di calzature in Russia.

Il consumatore russo apprezza sempre di più i punti vendita specializzati e i negozi monomarca, soprattutto per il segmento alto e medio alto, dov sono forti le posizioni del prodotto made in Italy.

Per le aziende italiane del settore moda, abbigliamento e accessori e calzature, RussiaAziende propone strumenti dedicati per la ricerca di nuovi partner in Russia e l'apertura di canali di esportazione:

- Realizzazione di materiali promozionali

Per ulteriori inforamazioni, potete visitare il portale www.russiaaziende.com, ovvero inviare una mail all'indirizzo servizi@russiaaziende.com.

Russia Export, da materiali RBC.

lunedì 23 maggio 2011

I miliardari inglesi parlano russo

Due delle tre persone più ricche d'Inghilterra sono di passaporto russo - il noto miliardario Roman Abramovich e il meno conosciuto magnate dei metalli Alisher Usmanov. Al primo posto della classfica resta il patron della Mittal Steel Group, Lasksjmi Mittal.

Ma se il paperone indiano perde capitalizzazione (-20%) e la sua fortuna scende a 17 miliardi di sterline, il patron dell'acciaio Usmanov sale di posizioni, capitalizzando quasi 12,5 miliardi di sterline, mentre il proprietario del Chelsea Abramovich deve "accontentarsi" di 10 miliardi di patrimonio.

I miliardari russi scelgono l'Inghileterra per il suo sistema fiscale permissivo, la qualità dei servizi e gli investimenti immobiliari. Questo ultimo tratto è comune anche all'Italia - sempre più investitori russi acquisiscono proprietà in Italia, in particolare nelle località di prestigio, come la Toscana, la Sardegna, i laghi Alpini. 

Ulteriori informazioni sulla possibilità di vendere immobili ai russi, sono disponibili su www.russiares.com e www.italiavilla.it, portali dedicati alla promozione immobiliare di proprietà italiane alla clientela russa.

Russia Export, da materiali BBC.

Russia turismo - cambiano le destinazioni

Nel corso dei primi mesi del 2011 i flussi turistici dalla Russia hanno dimostrato un cambiamento rispetto ai trend degli anni precedenti.

In particolare, crollano le prenotazioni verso l'Egitto (-65%) rispetto all'analogo perido del 2010 e, in generale, diminuiscono le richieste per l'area del Mediterraneo merdidionale.

Crescono invece le prenotazioni verso l'Italia, la Spagna e la Croazia. Per quanto concerna in particolare il Bel Paese, la presenza dei turisiti russi potrebbe mostrare un aumento a due cifre quest'anno.

Per gli operatori di settore interessati a proporsi a tale clientela, RussiaAziende.com propone strumenti dedicati per entrare in contatto con i maggiori tour operators russi specializzati nel prodotto Italia.

Per ulteriori informazioni, visitate le pagine del portale www.russiaaziende.com, ovvero inviate una mail a servizi@russiaaziende.com.

RussiaExport, da materiali BBC.

venerdì 6 maggio 2011

Federazione Russa: situazione economica e prevision

La ripresa, che nel 2010 ha interessato tutti i Paesi BRIC, è stata in Russia inferiore alle attese. Il Pil è cresciuto del 4%, gli investimenti del 6%, la produzione industriale è tornata sui livelli pre-crisi, ma permangono corruzione, bassa produttività, scarsa innovazione dei macchinari industriali e difficoltoso ricorso al credito. 

6Negli ultimi mesi del 2010 è ripresa la crescita dei prezzi delle materie prime energetiche, che compongono quasi il 60% dell’export russo. Questo trend, dovuto inizialmente all’uscita dalla crisi e alla speculazione, è stato amplificato dall’instabilità politica del Nord Africa e del Medio Oriente e dalla crisi del nucleare civile. 

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2011 (4,5%) anno in cui il bilancio federale potrebbe tornare in pareggio (il deficit ha raggiunto lo scorso anno il 4,1% del Pil). Nel primo semestre 2010, rispetto al primo semestre 2009, la produzione industriale è aumentata del 10,2%, ma nei 12 mesi del 2010 l’incremento complessivo si è fermato all’8,2 percento. Nello stesso periodo l’industria manifatturiera ha avuto un aumento del 14,3%. La crescita dell’inflazione potrebbe mantenersi più bassa rispetto al passato, intorno all’8% (contro circa il 9% del 2010). Le tensioni inflazionistiche innescate in altri paesi dal rincaro del petrolio dovrebbero essere meno forti in Russia - dove il prezzo del petrolio e soprattutto del gas naturale è calmierato sul mercato interno. Inoltre, il peso del settore alimentare nel paniere dei consumi è calato nel corso del 2010. A mantenere relativamente basso l’incremento dell’inflazione dovrebbe contribuire anche il cambiamento nelle politiche monetarie della Banca Centrale, che da quest’anno non ha più come priorità la difesa del rublo, ma il contenimento dell’inflazione (in caso di apprezzamento della valuta, non sarà più costretta ad aumentare la massa monetaria rafforzando l’inflazione, ma potrà lasciare la valuta apprezzarsi e intervenire sui tassi). 

Il mondo delle banche e della finanza in termini di solidità ed efficienza ha registrato nell’ultimo decennio notevoli miglioramenti. I grandi protagonisti del sistema finanziario sono però tutti pubblici (Sberbank, VTB, Rossel’khozbank). La più importante banca d’investimenti privata, Trojka Dialog, sta per essere venduta alla statale Sberbank. Il 2009 aveva visto pressoché dimezzati gli investimenti diretti esteri in Russia. Nel 2010 è proseguita la serie negativa (-17,8% sul 2009), nonostante alcune grosse acquisizioni da parte di gruppi stranieri. 

Le privatizzazioni dovrebbero favorire investimenti esteri (anche se sono state concepite in modo da evitare la concessione di quote di controllo). Circa il 10% delle azioni della banca VTB sono andate sul mercato a febbraio per 3,3 miliardi di dollari (fra gli azionisti, sono entrati anche Assicurazioni Generali) a marzo si è svolta la vendita della quota pubblica del 51% nell’aeroporto Tolmachevo di Novosibirsk, una privatizzazione importante che segnala una progressiva apertura del trasporto aereo russo, sia a livello di standard di sicurezza (anche per la produzione di aerei), che a livello di accessibilità delle strutture il più grande gruppo bancario pubblico Sberbank sta per vendere il 7,6% e lo Stato stima di ricavare dalla vendita circa 6 miliardi di dollari AvtoVaz, il primo produttore russo di automobili, dopo aver ceduto nel giugno 2010 il 25% del capitale al gruppo Nissan-Renault si prepara a cedere ulteriori quote alla cordato franco – giapponese. 

Sul fronte politico, nelle ultime elezioni per il rinnovo degli organi legislativi in 16 regioni (13 marzo 2011), il partito di maggioranza, Russia Unita, ha raccolto risultati notevolmente inferiori alle aspettative, con una perdita di voti fra il 15 - 20% (ad eccezione delle regioni militarizzate del Caucaso e della regione militare-mineraria dei Khanti-Mansi). Rimane difficile prevedere come tutto questo influenzerà le elezioni presidenziali del 2012. 

Consumi
Il comportamento delle famiglie russe sembra seguire una struttura fissa: la quota di reddito destinata al risparmio cresce nei momenti di crisi – a scapito dei consumi – e discende nei momenti in cui l’economia va meglio, segno che il sistema di credito non è ancora molto sviluppato ed è difficile ricorrere a prestiti per mantenere stabile il livello di consumo. La pronta diminuzione dei tassi di risparmio non appena ricomincia la crescita economica è segno delle grandi potenzialità del mercato e che i livelli di consumo rimangono relativamente bassi. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, fra gennaio e febbraio le importazioni sarebbero cresciute del 39,4%, contro il +23,5% delle esportazioni russe. Si tratta di una delle manifestazioni dell’attuale difficoltà dell’industria russa a competere con i produttori stranieri, in particolare nei beni di consumo, ma anche nei beni strumentali. Nel 2010 il commercio al minuto è stato pari a 16.435,8 miliardi di rubli (541,18 miliardi di dollari), cioè il 4,4% in più che nel 2009. In particolare i prodotti alimentari, con 8.004,8 miliardi di rubli (263,57 miliardi di dollari), hanno avuto, rispetto allo stesso periodo del 2009, un incremento del 5,1% e un’incidenza (in calo) del 48,7%. I prodotti non alimentari con 8.431,0 miliardi di rubli (277,60 miliardi di dollari) hanno avuto un’incidenza del 51,3%, con un incremento del 3,8% rispetto al 2009.  

Politica industriale 
La crisi cominciata nel 2008 ha avuto effetti pesanti sulle aziende più deboli, costrette a chiudere, specie nell’agricoltura, nell’industria leggera e nell’edilizia. Se questo può aver accelerato la selezione delle imprese più solide, ha anche determinato una netta caduta degli investimenti, non recuperata con la ripresa del 2010. Anzi, per le piccole imprese gli investimenti in fondo capitale sono diminuiti del 2,7% ancora nei primi 9 mesi del 2010 rispetto al corrispondente periodo del 2009. La Russia si appresta a diventare il più grande produttore europeo di automobili, oltre che il più grande mercato europeo. La produzione di automobili è cresciuta nel 2010 del 95% fino a 1,4 milioni di autovetture, mentre quella di camion è cresciuta del 64,9%. Non si tratta solo della AvtoVaz (modelli Lada) e dei camion di Gaz, Kamaz e Uaz, ma di un vasto numero di aziende stranieri che hanno iniziato a produrre in Russia, anche in conseguenza delle misure protezioniste (nei prossimi anni entrerà in vigore l’obbligo di produrre almeno il 60% dei componenti in Russia per poter fruire delle esenzioni fiscali). Le vetture sono infatti assemblate in Russia dagli stessi produttori stranieri o da aziende russe su licenza (la fabbrica più grande, la Avtotor di Kaliningrad, assembla per Opel, Gm e Bmw). Volkswagen ha avviato a febbraio la produzione di vetture destinate specificamente al mercato russo a Kaluga; Hyundai ha inaugurato uno stabilimento nella regione di Pietroburgo (ma ha anche accordi di assemblaggio con Tagaz e Vortez). A febbraio Fiat ha richiesto al Ministero dello Sviluppo Economico un’autorizzazione per l’assemblaggio di 300.000 Suv all’anno con i marchi Fiat e Jeep. Il partner di Fiat sarà probabilmente Tagaz, lo stabilimento sarà a Lipetsk. Il piano industriale dovra essere presentato entro maggio. 

 Anche per l’industria della difesa il 2010 è stato un anno record per produzione ed esportazioni (8,6 miliardi di dollari). La guerra in Libia ha tuttavia portato alla cancellazione di numerosi contratti e le difficoltà di tutti i regimi arabi avranno probabilmente l’effetto di ridurre le spese militari. Le prospettive per il 2011 non sono quindi altrettanto rosee per il settore. Il Governo promuove in particolare due aree speciali di maggiore importanza (su 24 in totale) per attirare nuovi investimenti interni ed esteri: a Skolkovo con un grande parco tecnologico che ospiterà aziende come Microsoft, Siemens, Nokia nell’area del Caucaso sul versante del Mar Nero un’area dedicata al turismo. 

Nel settore delle telecomunicazioni stanno per essere assegnate le frequenze 3G nelle regioni russe (specie nell’estremo oriente) ancora non servite dall’internet mobile. La penetrazione di internet broadband è stata rapidissima ed è molto diffusa fra i giovani delle città europee della Russia. Nel resto del paese le infrastrutture fondamentali della rete sono piuttosto scarse e per la quarta generazione si è costituito un consorzio formato dalle più grandi aziende russe di telecomunicazioni (fra cui Megafon, MTS, Rostelecom, Vimpelcom e Yota).  

I produttori agricoli di cereali protestano contro il divieto di esportazione, che doveva esser tolto a dicembre e invece persiste tutt’ora. Il rialzo dei prezzi delle derrate agricole ha trascinato con sé quello dei mangimi e gli allevamenti sono in crisi. In particolare l’avicoltura, che era stato il settore più dinamico dell’allevamento russo, si è scoperta in difficoltà. 

L’Unione Doganale 
L’Unione doganale ha unito in un unico spazio Russia, Kazakistan e Bielorussia, ma non viene valutata positivamente dagli imprenditori, per aver peggiorato un quadro già molto confuso e complesso. La difficoltà per gli esportatori non dipende tanto dall’aumento dei dazi, ma dalla burocrazia: per i macchinari, ad esempio, sono aumentati il numero dei certificati richiesti e i tempi di sdoganamento. La domanda di ulteriori specifiche nella documentazione di accompagnamento dei prodotti può andare dalla richiesta del peso netto e lordo dei singoli componenti della cassa, alla composizione fisica e chimica dei materiali. 

Non si può generalizzare, perché vi sono diversità a seconda dei punti di sdoganamento, con strutture che applicano con maggiore o minore severità il regolamento, che viene applicato in genere con una certa discrezionalità di interpretazione delle complicate nuove regole. È convinzione degli operatori stranieri che questo sia un sistema protezionistico studiato apposta per mettere in difficoltà chi importa. L’entrata nel WTO potrebbe mettere un freno a tutto questo, ma al momento i russi continuano a mantenere barriere discrezionali.  

Previsioni 
Il 2011 si annuncia positivo per l’economia russa. L’aumento dei prezzi del petrolio porterà senza dubbio nuove risorse. Il Governo si aspetta che nel 2012 il Pil torni ai livelli del 2008. Consumi e importazioni dovrebbero seguire questa tendenza positiva. È probabile quindi anche un ciclo inflazionistico ed è possibile un rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale, nonostante i dati confortanti di marzo. 

Interscambio commerciale 
Nel 2010 le esportazioni della Russia sono state pari a 396,441 miliardi di dollari e le importazioni sono state pari a 228,953 miliardi di dollari. L’interscambio commerciale con i paesi dell’Unione Europea nei primi 11 mesi del 2010 costituisce il 49,5% di tutto l’interscambio commerciale russo, essendo pari a 273,912 miliardi di dollari. All’interno dell’Unione Europea: Olanda (52,369 miliardi di dollari) ha una incidenza del 9,4% sul totale dell’interscambio Germania (46,063 miliardi di dollari) 8,3% del totale Italia (33,416 miliardi di dollari) 6% del totale Francia (19,852 miliardi di dollari) 3,59% del totale Polonia (18,662 miliardi di dollari) 3,37% del totale. Nei primi undici mesi 2010 la Cina, con 53,1 miliardi di dollari, ha una incidenza sull’interscambio totale della Russia pari al 9,62%, l’Ucraina, con 33,062 miliardi di dollari, ha una incidenza del 5,98% sull’interscambio, la Bielorussia, con 24,874 miliardi di dollari, del 4,5% e la Turchia, con 22,252 miliardi di dollari, del 4,0%. 

Le esportazioni italiane in Russia, nel primo semestre 2010, sono state pari a 3.124,3 milioni di euro, cioè l’8,1% in più rispetto ai primi sei mesi del 2009. Nell’intero 2010 sono state pari a 7,923 milioni di euro, cioè il 23% in più rispetto ai 12 mesi 2010. 

La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nel 2010 continuano ad averla i prodotti dell’industria manifatturiera con il 98,2%, pari a 7,783 milioni di euro: con il 26,4% del totale (2.093,822 milioni di euro), le macchine e apparecchi meccanici detengono il primo posto i prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e accessori con 1.674,345 milioni di euro sono la seconda voce con il 21,1% i metalli e prodotti in metallo con 344,077 milioni di euro hanno una incidenza del 7,0% gli apparecchi elettrici di precisione con 336,706 milioni di euro e un’incidenza del 6,89% i mobili con 332,985 milioni di euro hanno una incidenza del 6,81% i mezzi di trasporto (+2,3 volte rispetto ai primi otto mesi 2009) con 273,562 milioni di euro hanno una incidenza del 5,60% i prodotti chimici con 256,814 milioni di euro e il 5,25% del totale i prodotti alimentari (212,246 milioni di euro e incidenza del 4,3% e un aumento rispetto allo stesso periodo del 2009 del 35,6%) lavorazione dei minerali non metalliferi con 147,405 milioni di euro e il 3,0 per cento. Con un’incidenza rispettivamente del 2,36% e del 2,28% seguono gli articoli in gomma e in plastica (115,526 milioni di euro) e le altre attività manifatturiere, mobili esclusi (111,437 milioni di euro). I prodotti farmaceutici, con 91,685 milioni di euro, rappresentano l’1,87% delle esportazioni, mentre gli apparecchi elettronici e i computer, con 77,834 milioni, ne rappresentano l’1,59%. Carta, stampa, editoria, con 67,378 milioni di euro, costituiscono l’1,37% delle esportazioni, mentre i prodotti agricoli, con 57,219 milioni, ne formano l’1,17%. Un’incidenza inferiore all’1% si registra per il legno (mobili esclusi) con 41,273 milioni (0,84%), per il coke e per i prodotti petroliferi raffinati (11,474 milioni, 0,2%) e anche per i minerali non energetici (5,009 milioni di euro, 0,1%).

Per quanto riguarda le importazioni italiane dalla Russia la voce da sempre maggiore è quella dei minerali (petrolio e derivati, gas naturale, carbone, etc.) con un’incidenza nel 2008 del 71,2%, nel 2009 del 77,6% e nel 2010 del 64,9% (8.487,449) seguita dai prodotti delle attività manifatturiere con il 27,7% nel 2008, il 21,9% nel 2009 e il 33,1% nel 2010 (4.331,456). All’interno dei prodotti delle attività manifatturiere anche nel 2010 la voce più importante è quella di coke e prodotti petroliferi raffinati (1.949,167 milioni di euro) con il 14,9% del totale import, seguita da metalli e prodotti in metallo (1.530,852 milioni) con l’11,7%, e da sostanze e prodotti chimici (429,983 milioni) con il 3,28%; tutte le altre voci hanno un’incidenza inferiore all’1% sul totale delle importazioni italiane dalla Russia. 

Russia Export, da materiali Mercato Globale - NewsMercati, a cura della sede Promos - Mosca

giovedì 5 maggio 2011

Partecipazione a Decor & Gifts in Ucraina

Dal 7 al 10 settembre, Kiev ospiterà la nona edizione dell’evento fieristico specializzato in: decorazioni d’interni, articoli per la tavola, arredo casa e cucina, complementi d’arredo, regali e decorazioni natalizie. 

Promos organizza la partecipazione delle aziende lombarde. La proposta prevede uno stand pre-allestito di 12 mq. (moquette, fascia nome azienda, un tavolo, tre sedie, illuminazione), l’iscrizione alla fiera (con inserimento nel catalogo e due tessere espositore) e il servizio di interpretariato. 

CONTRIBUTI VOUCHER Sono disponibili per le Pmi lombarde i contributi del "Bando voucher per l’internazionalizzazione e la promozione all’estero delle micro, piccole e medie imprese lombarde 2011” (Misura C1). Per richiedere il voucher C1 del valore di euro 3.000,00 (euro 2.880,00 al netto della ritenuta d'acconto del 4%) presenta domanda on line dal 2 maggio. 

L’assegnazione del voucher sarà confermata al raggiungimento di 8 imprese partecipanti. COSTI Quota di adesione: € 3.600,00 + IVA 20% = € 4.320,00. Voucher C1: € 2.880,00 (importo netto scontato da Promos al momento del pagamento). Totale da pagare: € 720,00 + 720,00 di IVA = € 1.440,00. Per partecipare, invia il contratto di adesione entro il 2 maggio. 

Informazioni: Promos - Camera di Commercio di Milano Elena Salmoiraghi Tel. 02 8515.5260 Fax 02 8515.5227 - 5394 salmoiraghi@mi.camcom.it

Russia Export, da materiali Mercato Globale.

mercoledì 4 maggio 2011

Russia - progetto contract made in Italy

Nell’ambito del Progetto Contract Made in Italy, l’ICE, in collaborazione con le Associazioni del Tavolo Abitare, organizza anche quest'anno un programma di eventi all'estero dedicati al contract. Il primo evento si tiene a Sochi, in Russia, il 17 e 18 maggio, presso il Radisson Lazurnaya Hotel.

La città, situtata nella ricca regione meridionale del Krasnodar, ospiterà le Olimpiadi invernali del 2014. Sochi è inoltre al centro di un più ampio disegno dell'amministrazione federale russa, che intende dotare il paese di strutture turistiche di livello europeo in grado di attrarre i grandi flussi del turismo internazionale. 

Il mercato pertanto offre interessanti opportunità di contract nel settore hospitality: il Comitato Olimpico Internazionale ha infatti stimato la necessità di oltre 24.000 camere da realizzare in vista dell’evento, e vi sono consistenti investimenti in tutta l’area interessata. Gli investimenti russi nel progetto Sochi, che prevede l'ammodernamento delle infrastrutture e la costruzione di impianti e strutture ricettive idonei alla portata dell'evento, ammontano a oltre dodici miliardi di dollari USA, senza contare gli ulteriori investimenti dei colossi energetici Gazprom ed EES. 

In tale contesto, l'evento organizzato dell'Istituto pertanto, prevede diverse azioni di promozione: - un seminario di presentazione dell'offerta contract italiana e del portale www.contractitaliano.it rivolto alla business community contract locale (committenti, developers, architetti, interior designer, general contractors, etc.). 

Sono inoltre in agenda, interventi di noti architetti italiani specializzati nel contract internazionale; - incontri B2B tra la delegazione italiana partecipante e la business community contract locale; - visite ad una o più commesse contract locali ancora in fase di realizzazione; - allestimento di un'installazione multimediale sui progetti e sulle aziende italiane presenti nel portale www.contractitaliano.it. 

Russia Export, da materiali ICE.