mercoledì 5 marzo 2014

Esportare in Russia senza dazio? Si può, attraverso la Serbia...

In questi anni la diplomazia economica di Belgrado è riuscita a concludere una serie di accordi commerciali bilaterali particolarmente interessanti per le imprese straniere, incluse quelle italiane, che decidono di investire nel Paese.

Sotto il profilo doganale, l’accordo di partnership siglato con l’Unione Europea consente ai prodotti serbi di accedere ai mercati UE in esenzione di dazio.

Federazione Russa

Belgrado ha siglato anche altri accordi che consentono di entrare in alcuni mercati di rilevanza strategica a condizioni più favorevoli di quelle accordate all’Italia e ai Paesi UE. Quello che interessa maggiormente le imprese italiane è con la Russia. Prevede l’ingresso in questo Paese a tariffa zero per prodotti fabbricati in Serbia che coprono oltre il 95% delle voci doganali. In pratica, le aziende italiane che producono in Serbia quando si presentano alle frontiere russe possono accedere allo stesso trattamento privilegiato accordato a quelle che appartengono alla Confederazione degli Stati Indipendenti (CSI) come Bielorussia o Kazakistan.

Questo privilegio può stupire, ma ha radici politiche. La Russia considera tuttora la Serbia come il suo maggiore partner in Europa Occidentale a cui è legata da una serie di accordi e iniziative in campo economico (investimenti diretti soprattutto nel settore dell’energia), militare (forniture e prestiti), scientifico e via dicendo. E Mosca, per evitare il distacco di Belgrado dalla propria area di influenza, non ha esitato ad aprire le sue frontiere commerciali. Tanto più che il saldo dell’interscambio tra i due Paesi resta comunque a favore della Russia.

L’accordo risale ormai a una decina di anni fa ed è stato più volte rinnovato con una graduale estensione della lista dei prodotti che possono entrare in esenzione di dogana. Nel 2009, ad esempio, sono stati aggiunti elettrodomestici, medicinali, birra, succhi di frutta, coperte, piumini, ecc . La condizione è che almeno il 51% del valore del prodotto sia fabbricato in Serbia, sulla base di un certificato di origine (Form A).

Le eccezioni sono poche anche se di rilievo: riguardano la produzione di auto e mezzi di trasporto (ma non di componenti), i compressori e le pompe a vuoto d’aria, i tessuti in cotone e misto cotone/sintetico, televisori. Continuare la lettura...

Russia Export, da Newsmercati

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